AIFVS giornata mondiale 2019

Imparare la strada giocando. A Paola incontro con i bimbi delle elementari

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Imparare giocando e divertendosi, questo è quello che è successo ieri presso la Scuola Primaria Fosse-Tenimento (Istituto Comprensivo Isidoro Gentili) dove, su iniziativa della Dirigente A. Carnevale, si è tenuto un incontro di sicurezza stradale che ha visto coinvolte diverse figure: Dott.ssa DANIELA Fiorito segretario provinciale del Sindacato di Polizia COISP, le rappresentanti dell’Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada, Maddalena Panaro e Marianna Facciolo e la responsabile del centro giochi Hakuna Matata di Paola, Loredana Soria.
Dopo l’iniziale intervento della Fiorito che ha coinvolto i bambini spiegando cos’è una strada, come è suddivisa, chi sono gli utenti e come si classificano i veicoli, Loredana Soria del centro giochi ha spiegato ai bambini, calamitando l’attenzione di tutti, la distinzione tra i basilari segnali stradali.
In un secondo momento è stato segnato a terra, con la carta gommata, un percorso stradale rappresentando una carreggiata con doppia corsia – una per senso di marcia –  con tanto di banchina, marciapiedi, strisce zebrate, segnaletica orizzontale e impianto semaforico dove i bambini divisi per classe hanno effettuato il percorso a bordo di bicicletta.
Per gli alunni rimasti nelle aule, la responsabile della sede AIFVS di Paola, nella persona di Maddalena Panaro, coadiuvata da Marianna Facciolo, ha continuato l’intervento dando nozioni sull’importanza del rispetto delle regole.
Al termine dell’incontro sono stati consegnati attestati e patenti ai bambini che con aria divertita ed entusiasti dell’esperienza vissuta, sono ritornati nelle classi dove hanno continuato la loro mattinata colorando dei disegni riguardanti tutte le nozioni I trasmesse.

Il T-Red e la sicurezza stradale, la parola alle Associazioni familiari e vittime della strada

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Celano – “È avvilente dover constatare che l’istallazione del contestato T-red in Via XX Settembre abbia suscitato una vera e propria mobilitazione dei cittadini“.

A parlare, dopo le polemiche sorte per l’attivazione e disattivazione del semaforo su via  XX Settembre ad Avezzano, che ha portato la città sulle cronache dei giornali online e cartacei quotidianamente o quasi, è Paolo D’Onofrio, referente regionale AIFVS (Associazione italiana familiari e vittime della strada) e membro dell’Associazione In Strada Per La Vita Con Marco Nel Cuore, associazione presente nel territorio da quattro anni che si è attivata a seguito del doloroso fatto di cronaca avvenuto il 16 maggio del 2015.
“In quella sera, Marco Zaurrini, 15enne celanese fu tragicamente investito mentre si trovava in sella ad un motorino insieme ad un compaesano. Di lì a poco, dato il silenzio delle Istituzioni e di una giustizia che sta facendo acqua da tutte le parti e di un sistema che non tutela gli interessi del cittadino, la famiglia di Marco ha costituito l’Associazione, appunto, per dare voce all’evento luttuoso che l’ha colpita, entrando nelle scuole, a contatto con i ragazzi, attraverso corsi e convegni sul tema della sicurezza stradale, cercando di sensibilizzare la popolazione al rispetto delle regole e per evitare che fatti di tale portata non accadano più.
Molti sono stati i dubbi sorti già dai primi giorni di installazione del semaforo. Abbiamo ricevuto lamentele da utenti della strada multati provenire da tutto il territorio marsicano, dato che quel pezzo di strada risulta essere abbastanza trafficato” – continua D’Onofrio – “Le vere emergenze in materia di sicurezza stradale sono state ignorate ancora una volta, così come le vittime incolpevoli; in effetti non è stato considerato che la prevenzione, per essere efficace, deve agire sulle cause scatenanti i sinistri, giammai sugli effetti. 
Conosciamo tutti quali siano le cause che trasformano i veicoli in armi su strada: uso di alcol, droghe e telefonini; scarsa percezione del rischio; strade killer; illuminazione carente; segnaletica fuorilegge; asfalti scaduti…
In poche parole: la consapevolezza evita il pericolo e salva la vita. In tal senso bisogna lavorare ancora tantissimo ma è certo che il buon governo porta buoni frutti.
Il solo sospetto che la ‘’repressione’’ sanzionatoria adottata possa celare interessi di sorta ci lascia basiti, pertanto a scanso di equivoci suggeriamo agli amministratori l’adozione del semaforo ‘’intelligente’’ dotato del display contasecondi (decreto 27 aprile 2017 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
E’ una questione di civiltà!“.
Sarebbe curioso e giusto, ora, sapere i numeri, per capirci, gli incassi dei proventi dovuti alle tante multe derivanti dalle trasgressioni del codice della strada.
L’articolo 208 del Dlgs 285/1992, modificato dalla legge 120/2010 “prevede il vincolo di destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni del codice della strada nella misura del 50% del gettito realizzato”.
Si presuppone quindi, che le somme così incassate, debbano essere destinate a interventi di manutenzione delle infrastrutture stradali, compresa la segnaletica orizzontale e verticale, che nel nostro territorio risulta essere piuttosto vetusta, nonché al potenziamento dei controlli e accertamenti di comportamenti fuorilegge.
Controlli che a seguito degli ultimi fatti accaduti a noi sembrano un’utopia più che una realtà, dato che solo sabato scorso, un autobus della Tua è stato libero di transitare tra le bancarelle del mercato di Avezzano.
La questione sicurezza tanto decantata dal Decreto Gabrielli, dov’era in quel caso?”
 
 

A.I.F.V.S. Muore Jacqueline Suburido, la ragazza sfigurata dopo un incidente stradale. Il presidente Pallotti: “Continueremo a lottare anche in sua memoria”

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ROMA. È morta il 24 aprile, la 40enne Jacqueline Saburido, ragazza affetta da cancro che 20 anni fa rimase sfigurata dopo un incidente stradale.

Era il 1999, lei aveva 20 anni, stava tornando da una festa di compleanno ad Austin, in Texas, insieme ad altri quattro amici quando un'auto, che viaggiava sulla corsia opposta, si scontrò con la loro. Due suoi amici morirono sul colpo. La macchina prese fuoco e lei, che sedeva davanti, fu destinata ad essere sfigurata per sempre. Jacquil riportò ustioni sul 60% del corpo. Il ragazzo 18enne alla guida era ubriaco. Dopo la tragedia, quest’ultimo  fu condannato a 7 anni di carcere e rilasciato nel 2008.

Jacqueline Saburido è stata sottoposta a oltre 100 operazioni per ricostruire parte del volto e delle mani. Gli interventi a cui si sottopose, le sono costati oltre 5 milioni di dollari. Una donna diventata simbolo dei rischi della guida in stato di ebrezza e nome della campagna del dipartimento dei Trasporti del Texas «Faces of Drunk Driving».Jacqui è stata in televisione e nelle scuole per raccontare la sua esperienza ed aiutare a sensibilizzare la sicurezza stradale. Più volte soleva dire “se questa faccia e questo corpo possono aiutare gli altri, perché non esporsi?”.

Dinanzi alla morte della 40enne, il presidente dell’A.I.F.V.S (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada), Alberto Pallotti ha dichiarato: “Purtroppo è morta Jacqueline. La sua storia ha commosso il mondo. È rimasta sfigurata dopo un orribile incidente stradale che ha provocato anche la morte di due persone. La colpa? Di un conducente in stato di ebrezza, un 18enne completamente ubriaco alla guida. Il volto di Jacqui ed il suo corpo sono stati distrutti, ma lei non ha mai smesso di lottare. Dobbiamo ringraziarla; grazie al suo sacrificio l’intero mondo si è accorto che sulle strade si muore per davvero. Ci ha messo tutta sé stessa contrastando la piaga della strage stradale. È stata e continua ad essere un esempio per tutti. Noi – conclude - non siamo ancora soddisfatti, il lavoro di Jacqui deve continuare. Fin quando sulle strade non ci sarà la pace, dato che quella stradale è una vera e propria guerra, continueremo a lottare. Da ora in poi lo faremo anche in sua memoria”.

A.I.F.V.S parte civile nel processo Capobianco. La battaglia della famiglia contro la “manovra nera”

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AVELLINO. La morte di Giuseppe Capobianco ha dato inizio alla battaglia della sua famiglia contro la tragedia stradale e, in particolar modo, contro la “manovra nera”, che ancora viene effettuata sul luogo dell’incidente.

Giuseppe perse la vita il 2 giugno del 2017, lungo la strada statale 90 bis Var, in direzione Grottaminarda – Ariano Irpino. È stata richiamata la violazione colposa dell’art.40 co.8 C.d.S. posta probabilmente in essere, stando alle prime ricostruzioni, dall’imputato, il quale, alla guida di una Fiat Punto, non avrebbe posto la dovuta attenzione alle strisce longitudinali continue presenti sulla carreggiata, in prossimità di una strada interpoderale posta sulla sinistra. Svoltando in direzione di quest’ultima, sarebbe stata travolta la vittima in sella ad un motociclo kawasaki guidato a velocità presumibilmente consentita.

“Da quel giorno – afferma la mamma di Giuseppe, Sonia Scheno - la mia vita si è fermata. Un dolore immenso che non si colmerà mai. Non è stata rispettata linea longitudinale e il veicolo, per una manovra che non doveva essere effettuata, ha travolto la moto di mio figlio. Noi lottiamo affinché quella manovra non venga più fatta, ma, oggi, a distanza di due 2 anni dall’accaduto, non è ancora cambiato nulla”.

Da quel terribile giorno, la famiglia si è rivolta all’associazione A.I.F.V.S (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada) nella persona della referente zona Avellino, Anna Nardone. Nel corso dei due anni, con il sostegno della Nardone, l’associazione è riuscita a costituirsi parte civile nel processo tenutosi l’8 aprile scorso, con soddisfazione espressa anche da parte dell’avvocato Italo Palumbo, a cui si è rivolto la famiglia Capobianco.

“Siamo davvero felici – afferma Anna Nardone - di essere riusciti a costituirci come parte civile nel processo. Sin dall’inizio sono stata vicina alla famiglia Capobianco, sostenendoli moralmente e fisicamente”.

Il 2 giugno si terrà, inoltre, un memorial organizzato dagli amici di Giuseppe in suo ricordo. L’evento si svolgerà sul luogo dell’incidente, dove nel giugno del 2018 è stato costruito un monumento, il “Motolito”, in ricordo di tutti i motociclisti vittime della strada.

Per informazioni https://www.vittimestrada.eu/