AIFVS giornata mondiale 2019

Verona, incidente del bus ungherese pieno di studenti. I familiari delle vittime: «Domani un'udienza importante, noi ci saremo. Chiediamo giustizia per i nostri 18 morti»

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«Chiediamo solo giustizia, nient'altro. I nostri ragazzi sono morti e non potremo mai più riabbracciarli, ma ci aspettiamo che il processo che riprende domani a Verona si concluda con un atto di giustizia». A lanciare questo appello sono i familiari degli studenti e professori ungheresi morti nel terribile incidente avvenuto il 20 gennaio 2017 vicino al casello di Verona Est sull'autostrada A4. Quella notte, un autobus che trasportava una scolaresca ungherese di ritorno da una gita andò a sbattere contro un pilone e prese fuoco.

FOTO ALBERTO PALLOTTI

Diciassette tra ragazzi e accompagnatori morirono avvolti dalle fiamme. «A loro si è aggiunto, nei mesi scorsi, il professore Vigh Gyorgy, che quella notte era a bordo del pullman e tentò di portare in salvo gli altri passeggeri, ma non riuscì a salvare i suoi due figli», dice a nome di tutti i familiari Endre Szendrei, zio di uno degli studenti morti, «anche lui è una vittima, perché a ucciderlo sono stati i postumi dell'incidente e il dolore per la perdita dei suoi ragazzi».
Per la strage sono indagate sei persone, tra cui l'autista dell'autobus Varga Janos. «Abbiamo grosse aspettative nei confronti di questo processo, siamo fiduciosi che alla fine i responsabili dell'incidente vengano condannati. All'udienza saranno presenti tanti familiari», aggiunge Szendrei.

Michele Bravi chiede di patteggiare a un anno e sei mesi

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Il cantante Michele Bravi, accusato di omicidio stradale, ha chiesto di patteggiare a un anno e sei mesi. Lo rende noto il suo avvocato Manuel Gabrielli al termine dell'udienza davanti al gup Aurelio Barazzetta che si è riservato di decidere nella prossima udienza fissata l'11 marzo. Il giovane era rimasto coinvolto in un incidente stradale a Milano in cui, il 22 novembre 2018, perse la vita una donna di 58 anni che viaggiava in sella a una moto.

Michele Bravi

"Sta vivendo male, anche Michele è una vittima di questo procedimento penale perché è un reato che può capitare a chiunque, potete comprendere il suo stato d’animo: è distrutto - dice il legale - Si è sempre comportato in modo corretto anche con le persone offese che non si sono costituite parte civile e sono state risarcite dall'assicurazione. Michele gli ha scritto una lettera due, tre mesi dopo il fatto per dirgli del suo dolore, per mostrargli la sua vicinanza e il vuoto che porta con sé".

Morte Niccolò Bizzari, Biagio Ciaramella (A.I.F.V.S. Onlus): “Tragedia inaccettabile. Presenteremo segnalazioni nelle Procure competenti per utilizzo fondi art.208 in ultimi 5 anni”

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BIZZARRICIARAMELLAAVERSA. “Quanto avvenuto a Firenze al disabile Niccolò Bizzarri è vergognoso. La sua morte è, purtroppo, conseguenza di un sistema marcio che combattiamo da anni, promuovendo campagne sociali e segnalando ai comuni lacune stradali evidenti. Non si può morire così”. A parlare è il responsabile della sede di Aversa e dell’Agro Aversano dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Biagio Ciaramella.