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“Vacanze coi fiocchi”, a Cetraro l’iniziativa per la sicurezza stradale nata dalla sinergia tra l’A.I.F.V.S., la Polizia di Stato e l’amministrazione comunale

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vacanzecoifiocchiCETRARO. Insieme per combattere il dramma stradale. Nella giornata di domenica 21 luglio, alle ore 19:00, presso il lungomare di Marina Cetraro, si terrà l’evento “Vacanze coi fiocchi”, che intende sensibilizzare i cittadini in merito al rispetto del codice della strada, col fine di prevenire nuove morti innocenti.

“Le distrazioni alla guida – si legge nella locandina ufficiale -, il mancato rispetto delle distanze di sicurezza e la velocità eccessiva sono la causa di più del 50% di incidenti”. A promuovere l’evento sono stati: l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus (A.I.F.V.S.), presieduta da Alberto Pallotti, con l’impegno in prima persona della referente Maddalena Panaro, responsabile della sede di Paola (in provincia di Cosenza); il sindacato di polizia C.O.I.S.P., per il quale presenzierà la dottoressa Daniela Fiorito, segretaria provinciale con delega per il sociale ed assistente capo dell’autorità di pubblica sicurezza. “Vacanze coi fiochi” è promosso e voluto dal sindaco di Cetraro, prof. Angelo Aita, dall’assessore alle politiche sociali, Barbara Falbo, e dal Presidente del Consiglio Comunale, Carmine Quercia, oltre ad essere sostenuto dall’osservatorio sulla legalità.

Alberto Pallotti a “Il Fatto Quotidiano”: “Non si può ricondurre cause morti su strada a responsabilità utenti”

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VERONA. Il presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus (A.I.F.V.S.), Alberto Pallotti, è intervenuto sul tema sicurezza stradale, nella giornata di mercoledì 17 luglio 2019, direttamente dalle pagine de “Il Fatto Quotidiano”, sottolineando, nell’intervista rilasciata alla giornalista Elisabetta Reguitti, come non si possa “ricondurre le cause delle morti su strada a responsabilità degli utenti. Sarebbe come sottovalutare un problema enorme, è come abbassare la guardia. I morti sulle strade non sono una malattia, sono come un animale feroce che va tenuto in gabbia”.

“La voce negli occhi”, la storia di Salvatore Crisafulli. A.I.F.V.S. vicina alla famiglia: “Film racconta un dramma, un incidente cambia la vita”

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CATANIA. Aveva 38 anni Salvatore Crisafulli quando, l’11 settembre del 2003,  stava accompagnando suo figlio a scuola. Un furgone lo travolse facendolo cadere nel buio di uno stato vegetativo post traumatico. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa, fino alla morte, avvenuta nel 2013. Le cure di rianimazione attuate presso gli ospedali di Messina e Catania non evitarono il trasferimento in Toscana, a casa del fratello Pietro, in attesa di un ricovero presso un centro riabilitativo di Imola. Nella sofferenza di chi lo vuole bene, Salvatore si risveglia due anni dopo, a ottobre del 2005, intrappolato nel suo corpo, stretto nella morsa del “locked in”, inibito nel comunicare. I medici lo visitano,interpretando le sue lacrime come riflessi incondizionati involontari, ma i familiari si rendono conto che è ancora cosciente e lottano per dargli giustizia.