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Omicidio stradale, la Camera vota il 21 gennaio 2016 / Giuseppe PICCIANO, de LA DISCUSSIONE, intervista Alberto PALLOTTI, presidente AIFVS e portavoce UISS / 12.01.2016

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Omicidio stradale, la Camera vota il 21 gennaio 2016 / Giuseppe PICCIANO, de LA DISCUSSIONE, intervista Alberto PALLOTTI, presidente AIFVS e portavoce UISS / 12.01.2016

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La volontà è chiara.

Il Governo “vuole” la legge che istituisce il reato di omicidio stradale.

Il premier Renzi ne ha fatto una questione personale. D’altronde il fenomeno degli incidenti automobilistici è drammaticamente attuale.

L’approvazione della legge è dunque un obiettivo politicamente ineludibile, al di là delle valutazioni giuridiche di merito.

Dopo il voto di metà dicembre scorso al Senato sul maxiemendamento, ora manca la quarta lettura a Montecitorio, prevista per il 21 gennaio 2016.

Alberto Pallotti, presidente dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS)

e portavoce dell’Unione Italiana Sicurezza Stradale (UISS), l’organismo che aggrega decine di associazioni di vittime della strada, è moderatamente ottimista.

“Pronosticare un voto del Parlamento è sempre un azzardo, ma è ragionevole pensare che in quella data, dopo dieci anni di battaglie, la Camera voterà la legge sull’omicidio stradale.”

D.: È soddisfatto dell’impianto normativo?

“Molto… sfido chiunque ad elaborare una legge perfetta…

Tutte le leggi sono emendabili e quindi in futuro bisognerà lavorare per migliorare anche questa.

Il Ddl interviene sugli articoli 589 e 590 del Codice penale, che disciplinano l’omicidio colposo e le lesioni personali colpose.

Il mio parere è che si tratta di una legge innovativa, che inasprisce alcune sanzioni come, per esempio, la revoca della patente che, per taluni casi, arriva fino a 30 anni.

L’intento, come lamenta qualcuno, non è quello di fare terrorismo sugli automobilisti, ma di renderli più responsabili e rispettosi delle regole della strada”.

D.: Eppure non sono mancate critiche piuttosto dure da parte di un gruppo di senatori di maggioranza, i quali hanno censurato la norma che secondo loro “spara nel mucchio, trasformando milioni di automobilisti in potenziali assassini con l’eccezione di chi può permettersi l’autista”.

“Le posso dire che abbiamo sentito anche di peggio.

Qualcuno ha addirittura affermato che vittime non sono soltanto coloro che muoiono investiti, ma anche quanti commettono l’omicidio stradale, perché si distrugge, per gli uni e per gli altri, la vita.

Resto basito da certe affermazioni.

Perché allora non ci preoccupiamo anche per la sorte dei terroristi che ammazzano centinaia di persone?

Potremmo magari appurare che hanno subito dei traumi infantili…

Queste sono logiche che corrispondono ad un comune sentire del tutto superato. I tempi per fortuna sono cambiati”.

D.: Secondo lei c’è maggiore consapevolezza nel nostro Paese della gravità dei reati stradali?

“Senza dubbio, altrimenti non saremmo giunti a questo punto. Dieci anni fa non ci avrebbero nemmeno fatti avvicinare a Montecitorio.

Poi c’è il caso drammatico che scuote le coscienze ed accelera un processo comunque avviato, come quello del povero Lorenzo Guarnieri, il ragazzo di 17 anni ucciso a Firenze il 2 giugno del 2010 dalla moto guidata da un uomo ubriaco e drogato.

All’epoca Matteo Renzi era sindaco e prese solennemente l’impegno di battersi in favore di una legge sull’omicidio stradale. Poi Renzi è diventato presidente del Consiglio ed ha mantenuto la sua promessa.

È una battaglia di civiltà, bisogna far comprendere all’opinione pubblica che le vittime non sono soltanto quelli che perdono la vita sull’asfalto, ma pure i 14mila feriti all’anno, molti in maniera permanente, pari ad un milione e mezzo in trent’anni, con costi sociali altissimi.

Coloro che hanno criticato questa legge fingono di non capire l’importanza del momento. Da parte nostra non abbiamo mai cercato vendetta, abbiamo sempre e solo preteso giustizia”.

http://www.ladiscussione.com/politica/item/102120-omicidio-stradale%2c-la-camera-vota-il-21-gennaio.html

Morte di Gabriella CAPORICCI, socia fondatrice dell'AIFVS onlus / Atto costitutivo dell'AIFVS / 10.01.2016

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Morte di Gabriella CAPORICCI, socia fondatrice dell’AIFVS onlus / Atto costitutivo dell’AIFVS / 10.01.2016

Il giorno 10 gennaio 2016 è deceduta Gabriella CAPORICCI, socia fondatrice dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus (AIFVS):

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Il battesimo dell’AIFVS ebbe luogo l’8 aprile 2000, presso il notaio romano Alessandro MARINI.

Qui di seguito l’atto costitutivo:

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Omicidio stradale / Lettera aperta ai Senatori di Alberto Pallotti, presidente nazionale dell'AIFVS / 8.12.2015

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Omicidio stradale / Lettera aperta ai Senatori di Alberto Pallotti, presidente nazionale dell’AIFVS / 8.12.2015

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Nella foto, da sin.: Claudio MARTINO, Francesca PAGANO, Emiliano MINNUCCI, Marina FONTANA, Tiziana MONTINARI, Paolo GANDOLFI, Alessia MORANI, Alberto PALLOTTI e Giuseppe CUCCA

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Nella foto, la lettera di Alberto PALLOTTI pubblicata da LA REPUBBLICA (http://goo.gl/YQ27Sz)

Siamo quasi arrivati alla fine di questo iter legislativo.
L’omicidio stradale è atteso in terza lettura al Senato, dopo le modifiche apportate dalla Camera.
Gli sforzi della maggioranza, del Premier Renzi, degli onorevoli Alessia Morani, Paolo Gandolfi, Emiliano Minnucci, Alessia Rotta, dei senatori Giuseppe Cucca, Lumia e di tutti gli altri hanno portato ad un traguardo fondamentale nella lotta alla strage stradale.
Quante vittime, quanto sangue è stato versato!
Più di ogni guerra, più del terrorismo che tanto ci fa paura.
Eppure il pericolo lo abbiamo in casa nostra.
Da goffi tentativi legislativi di arginare questa ecatombe, siamo finalmente arrivati ad un testo serio, che analizza ogni aspetto, dalla guida in stato di ebbrezza alcolica o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, dalla velocità folle al passaggio con il rosso o contromano, ai sorpassi azzardati in prossimità delle strisce pedonali, alla guida senza patente o senza assicurazione.
Tutte fattispecie inserite chiaramente nel codice ed equiparate alla guida sotto l’effetto di sostanze. Anche la fuga da un incidente prevede pene severissime, con minimo di 5 anni. Un testo pieno di novità, che dimostra attenzioni e rispetto a chi sulla strada non solo ha perso tutto, ma è stato calpestato nei tribunali.
Questa legge prevede pene sino a 18 anni di reclusione, e 30 anni di ritiro della patente.
Segno di una volontà forte di non tollerare più la strage stradale.
Certo, ci vorrà più di un anno per arrivare alle prime sentenze, ma il fattore deterrente, immediato, sarà anche maggiore di quello portato dalla patente a punti.
3800 morti, 14 mila disabili gravi o gravissimi, ogni anno, non possono più aspettare.
Purtroppo, sembra impossibile, ma non è ancora entrata in vigore questa legge sacrosanta. Manca la votazione al Senato. Sembrava una formalità, ma vista la quantità e qualità degli emendamenti presentati non lo è.
Addirittura una questione di costituzionalità potrebbe portare all’antipatico e pericoloso voto segreto. Giovedì potranno esserci spiacevoli sorprese, invece di un bel regalo.
Il 10 dicembre è una data simbolica di tutto questo percorso. Il compleanno di un ragazzo che avrebbe dovuto festeggiare un giorno speciale ed invece ha lasciato i familiari ed amici ad interrogarsi del perché la vita sia così crudele.
Lorenzo Guarnieri, strappato alla vita da un folle, uno sconsiderato che ha ignorato le più elementari norme di rispetto del prossimo.
Un omicidio che ha fatto breccia nell’opinione pubblica.
Grazie al coraggio e la caparbietà della famiglia Guarnieri, ed alla vicinanza con il premier Renzi, forse giovedì sera potremo consegnare un testo definitivo a tutte le vittime della strada, ridonando loro un minimo di giustizia che troppo spesso si perde nei tribunali.
Facciamo appello a tutte le forze politiche, a cominciare dagli alleati in Senato della maggioranza.
La quantità di emendamenti presentati non lascia molto spazio a pensieri rassicuranti.
C’è voglia di cambiare ancora questa legge, considerata non perfetta. Mi chiedo quale delle nostre leggi possa definirsi perfetta…. Le associazioni di vittime a gran voce chiedono l’approvazione del testo così com’è.
Chiediamo a tutti i senatori di ritirare gli emendamenti, e di votare secondo coscienza a scrutinio palese.
Successivamente avremo tempo di modificare questo testo, e renderlo migliore, in un lavoro sinergico tra istituzioni e associazioni di vittime che sta dando solo ora i suoi frutti.
Ora bisogna portare a casa l’omicidio stradale per evitare che possa finire nei meandri di quel bicameralismo perfetto, anacronistico, che ha stancato ormai tutti.
Lo dobbiamo alle vittime, lo dovete a noi.

 

Alberto Pallotti pres. Associazione Vittime della Strada e portavoce Uiss Unione Italiana Sicurezza Stradale, associazione di vittime.