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COMUNICATO ASAPS E ASSOCIAZIONI "LORENZO GUARNIERI" E "GABRIELE BORGOGNI" SU AUDIZIONE COMMISSIONE GIUSTIZIA SENATO DEL 25 LUGLIO 2014

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COMUNICATO ASAPS E ASSOCIAZIONI "LORENZO GUARNIERI" E "GABRIELE BORGOGNI" SU AUDIZIONE COMMISSIONE GIUSTIZIA SENATO DEL 25 LUGLIO 2014

Omicidio stradale: è il momento delle associazioni.
In Commissione Giustizia al Senato prendono la parola l'ASAPS, l'Associazione “Lorenzo Guarnieri” e l'associazione “Gabriele Borgogni”: basta tentennamenti, serve una forma di reato specifica
L'ASAPS, l'Associazione Lorenzo Guarnieri e l'associazione Gabriele Borgogni hanno partecipato, ieri pomeriggio (24 luglio 2014), a un'audizione presso la Commissione Giustizia del Senato, presieduta nell'occasione dal senatore Felice Casson.

Lo scopo dell'incontro era quello di conoscere l'opinione delle varie associazioni e di alcuni illustri tecnici circa l'introduzione del reato di Omicidio Stradale nel codice penale. Il primo ad essere sentito è stato il presidente dell'ASAPS Giordano Biserni, il quale ha innanzitutto snocciolato tutti i numeri della parte più violenta e criminale della sicurezza stradale, legata all'abuso di alcol e droga, in stretta connessione con la pirateria stradale. Dopodiché Biserni ha sinteticamente esposto, sollecitato dallo stesso presidente Casson, i contenuti della proposta avanzata con la raccolta di firme promossa dalle associazioni “Lorenzo Guarnieri” e “Gabriele Borgogni”, e dalla stessa ASAPS: innalzamento delle pene da un minimo di 8 a un massimo di 18 anni per i conducenti ebbri con valore alcolemico superiore a 0,8 g/l o drogati, e anche per i casi di pirateria stradale mortale, con la previsione di pene differenziate in relazione alla tipologia di lesioni provocate, e ha insistito sull'altro vessillo innalzato dalle tre associazioni: l'ergastolo della patente. Il presidente dell'ASAPS ha spiegato che nonostante l'apparente severità delle norme in vigore e che molti oppongono all'iniziativa di legge, l'autore di un omicidio stradale può raccontare le proprie gesta al bar, poche ore dopo aver ammazzato una persona su strada.

Biserni ha stigmatizzato infine l'assoluta incapacità dello Stato di contrastare l'uso di droghe alla guida per la mancanza assoluta di test salivari da parte delle forze di polizia.

L'esposizione dei tecnicismi è stata prerogativa dell'avvocato Annalisa Parenti a nome delle associazioni Lorenzo Guarnieri e Gabriele Borgogni, che ha illustrato nel dettaglio come l'attuale situazione normativa non consenta – di fatto – di perseguire neppure i reati stradali più gravi: in particolare, l'avvocato ha spiegato che l'autore di un omicidio stradale non subisce alcun danno, né economico né giudiziario e neppure morale, poiché potendo beneficiare della contumacia non è chiamato a guardare in faccia i parenti delle vittime. “Serve – ha detto Annalisa Parenti – una forma di reato specifica, esattamente come lo stalking, la cui introduzione nel codice penale ha efficacemente coperto una lacuna precisa nell'ambito del reato di minaccia”.

Ora la commissione, che ha ricevuto anche il contributo di altre associazioni e di tecnici, lavorerà al testo definitivo da portare in aula: noi contiamo che ciò avvenga nel più breve tempo possibile. Certamente le associazioni manterranno alto il livello di attenzione per evitare che il percorso finalmente intrapreso si blocchi.

25 luglio 2014

Ass. Lorenzo Guarnieri Firenze - Ass. Gabriele Borgogni Firenze - ASAPS Forlì

Una audizione sicuramente utile. Molto attenti i senatori e il presidente Felice Casson. Parecchie domande. Speriamo di avere spiegato bene la forza e la ragione della nostra richiesta. (ASAPS)

http://www.asaps.it/46825-Omicidio_stradale:_è_il_momento_delle_associazioni._In_Commissione_Giustizia_al_Senato_prendono_la_parola_l&_39;ASAPS,_l&_39;Associazione_“Lorenzo_Guarnieri”_e_l&_39;associazi...html

 

AI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO CONSIDERAZIONI DELL'AIFVS-ONLUS SULL'OMICIDIO STRADALE Roma, 23 luglio 2014

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AI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO
CONSIDERAZIONI DELL'AIFVS-ONLUS SULL'OMICIDIO STRADALE

Roma, 23 luglio 2014

L'Associazione italiana familiari e vittime della strada-onlus (AIFVS)
esprime vivo apprezzamento per il lavoro che codesta commissione sta
svolgendo, per venire incontro alle esigenze di giustizia di un'opinione
pubblica sempre più turbata.
Avvertiamo fortemente che la maggioranza dei cittadini italiani, davanti a
tragici eventi, come, ad esempio, l'uccisione di bambini, ad opera di
automobilisti ubriachi, o drogati, o semplicemente spericolati, non è più
disposta a considerarli "incidenti stradali".

"Incidente" vuol dire, infatti, "fatto casuale, imprevedibile", quando,
nel causare un sinistro guidando in stato di ebbrezza o in balìa di
sostanze psicotrope o correndo in maniera folle, c'è poco di casuale, di
imprevedibile.

Come AIFVS, pensiamo che sia arrivato il momento di dare un segnale forte
per combattere la strage stradale, introducendo il concetto di “omicidio
stradale” e prevedendo l'"ergastolo della patente", con una chiara
definizione dei criteri atti ad individuare quando un soggetto è nelle
condizioni di poter essere considerato come “dolosamente cosciente” di
poter causare un delitto.

Le preoccupazioni, giustamente presenti nella mente dei legislatori, di
incostituzionalità, non devono essere un freno nella ricerca di misure
veramente idonee a rendere più sicure le nostre strade.

La libertà di un singolo individuo non può e non deve prevaricare la
sicurezza degli altri.

Può un individuo, che si mette a gettare massi dal cavalcavia di
un'autostrada e causa così un "incidente" mortale, sostenere che non
voleva uccidere e che il fatto è "semplicemente" colposo?

Come Aifvs, non capiamo come sia possibile che certi soggetti, che si
mettono alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, oppure in
stato di ebbrezza alcolica pesante, causando un grave incidente, non
possano essere considerati e giudicati alla stregua di un individuo che
getta massi sull'autostrada.

A nostro modo di vedere, l’attuale normativa non è sufficiente a dare
giustizia ai cittadini. Per questo motivo deve essere ripensata.

Dov'è il limite tra volontarietà e colpa?

L’articolo del codice penale che riguarda l’omicidio colposo, come quello
riguardante le lesioni colpose, non si dimostra più all’altezza.

Nel codice penale è individuato il limite tra le lesioni gravi e il
tentato omicidio, per esempio.

Perché non viene esteso anche alla comprensione di un fenomeno così
complesso come la strage stradale?

Il dottor Giovanni Serpelloni, mio collega al tavolo della sicurezza
stradale presso la prefettura di Verona, che verrà ascoltato dalla
commissione, è uno dei professionisti più seri ed idonei per poter
scrivere questo limite in relazione agli incidenti stradali.

Egli gode di tutta la nostra stima professionale ed umana.

Egli è uno dei professionisti più in grado di tracciare il confine oltre
il quale il soggetto non può più essere giustificato, non può più essere
capito, non può più essere considerato come autore di reato "colposo"; di
delineare la differenza tra un “criminale” e una “persona che ha commesso
un errore”.

Dobbiamo capire, stabilire, trascrivere, una volta per tutte, i criteri
per individuare chi ha compiuto un “atto criminoso gravissimo” e si è
comportato in modo da essere considerato un “pericolo sociale”.

A Vicenza, non molto tempo fa, un soggetto ha imboccato contromano una
tangenziale causando la morte del giovane Alex Di Stefano, e il suicidio
della madre, signora Carla, poco dopo aver appreso la notizia.

Dalle analisi del sangue è emerso che il colpevole guidava sotto l’effetto
dell’alcol.

Possiamo davvero far ricadere tale evento nella fattispecie dell’omicidio
colposo? Questo è solo un esempio, ce ne sono molti altri, purtroppo.

Non si può lasciar circolare certi soggetti per le nostre strade, e se lo
fanno, devono sapere che la società non è più disposta a considerare una
“bravata”, uno “scherzo”, un “non volevo”, una gara automobilistica
pirata, come eventi "colposi”.

Ci sono in ballo le vite dei nostri cari, le nostre stesse vite, in ogni
momento, ogni giorno. 5 mila morti l’anno, 15 mila feriti gravissimi, 200
mila feriti, sono numeri agghiaccianti. Molto più di una guerra, molto più
del terrorismo. L’incidente stradale uccide 1 milione di persone l’anno,
in tutto il mondo.

Si può fare moltissimo per contrastare questo tragico fenomeno. Tuttavia,
prima devono cambiare gli occhi con i quali si è sempre guardato il
sinistro stradale.

Fino ad ora, per lo più, è stato inteso come lo spiacevole, terribile,
contributo da dare al progresso, al gran numero di veicoli per strada,
alla “fatalità che non può essere prevista”.

Studiando bene ogni sinistro, ci si rende facilmente conto che il destino,
la fatalità, c’entrano ben poco.

Alla base di ogni incidente stradale ci sono precise responsabilità,
precise colpe. Non possiamo più guardare l’incidente stradale come un
fulmine, un vulcano, un terremoto, un meteorite.

Nuove fattispecie legislative non sono, ovviamente, sufficienti da sole ad
arrestare la strage che si consuma ogni giorno sulle strade italiane ma,
insieme con una migliore manutenzione delle infrastrutture, una più
incisiva prevenzione ed una capillare educazione stradale, possono dare un
forte contributo all'aumento della sicurezza degli utenti della strada.

Noi pensiamo che il Parlamento e l'Esecutivo debbano dare un segnale forte
ed immediato della volontà politica di cambiare rotta, nell'approccio al
grave problema dei tantissimi morti, feriti ed invalidi permanenti causati
da condotte di guida criminali.

Anche un immediato inasprimento (ed innalzamento del minimo) delle pene
già esistenti per gli omicidi colposi stradali ed altre forme di revisione
della licenza di guida in caso di gravi incidenti troverebbero una nostra
convinta approvazione.

L'importante è che i cittadini abbiano la sensazione che, finalmente, per
prevenire la strage stradale, si cominci a fare sul serio...

Grazie. Alberto Pallotti, presidente dell'AIFVS.

Comunicato del presidente AIFVS-ONLUS Alberto Pallotti su tragiche morti bambini su strisce pedonali

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COMUNICATO PRESIDENTE AIFVS-ONLUS

Ancora vittime innocenti sulla strada!
In questi ultimi giorni, particolarmente innocenti, trattandosi di bambini di 2, 3, 6 ed 8 anni, investiti, in località diverse, addirittura sulle strisce pedonali insieme con i loro accompagnatori, rimasti anch'essi gravemente feriti.

L'AIFVS è più che mai vicina alle famiglie di questi poveri bambini, rivivendo, nella tragedia di queste famiglie, la tragedia di tanti suoi soci!

Tragica fatalità? C'è chi lo pensa e vuole farlo pensare, tentando di dimostrare, con statistiche come minimo discutibili, che quello degli incidenti stradali è un falso problema, non una vera emergenza.

Non così ha, finora, mostrato di pensarla il Presidente del Consiglio Matteo Renzi che - cosa mai fatta da nessun Presidente del Consiglio prima di lui - ha introdotto il tema del contrasto alla criminalità stradale addirittura nelle dichiarazioni programmatiche, sulla cui base ha chiesto la fiducia del Parlamento.

L'intenzione da lui dichiarata era di far propria la proposta di una nuova fattispecie di reato, il cosiddetto "omicidio stradale", su cui ha cominciato a lavorare, nelle ultime settimane, la commissione Giustizia del Senato.

Probabilmente, anche diverse perplessità manifestate nel corso di quel dibattito lo hanno indotto a dichiarare, per il tramite del viceministro Riccardo Nencini, che il Governo, in realtà, non sa decidersi se insistere sull'ipotesi dell'"omicidio stradale" o proporre, più semplicemente, di inasprire le pene, senza sconvolgere o forzare nessun principio dottrinario alla base dell'attuale codice penale.

Non sappiamo cosa il Governo deciderà! Riteniamo che l'importante sia fare presto, riducendo al minimo le contese "di scuola",

- dando, all'opinione pubblica, un messaggio preciso circa la volontà dell'Esecutivo di contrastare i reati stradali

- ponendo, alla Magistratura, dei margini precisi, specialmente nei minimi di pena, nella determinazione di quanto deve essere comminato ai responsabili di reati stradali.

Sarebbe auspicabile prevenire simili tragedie prima che accadano.

Di fatto, ad oggi è praticamente impossibile contrastare l'eccesso di velocità (Art. 142) in strade urbane (ed extraurbane) per non parlare della velocità pericolosa (Art. 141).

Non si fanno controlli in tema di precedenze agli attraversamenti (Art. 191) e di trasporto di minori davanti a scuole e asili e non sono previste sanzioni per gli enti proprietari o gestori delle strade per guardrail non a norma (troppo alti, troppo bassi, troppo deboli, mancanti dove servono....), per segnaletica orizzontale inefficiente o mancante.....

Addirittura gli scuolabus non hanno l’obbligo delle cinture di sicurezza.

E’ questa la reale intenzione di contrastare la strage stradale?

Purtroppo si vedono i risultati.

La strage continua, le lacrime pure.

IL PRESIDENTE AIFVS-onlus
Alberto Pallotti

Comunicato di Alberto PALLOTTI (presidente AIFVS-onlus) su sicurezza autobus

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In relazione al grave incidente di un autobus di oggi, dove tre ragazzini sono stati ricoverati in ospedale in gravi condizioni, si specifica quanto segue:
Non è più tollerabile che si lascino circolare automezzi sprovvisti delle cinture di sicurezza. Questo vale anche per gli autobus. Le leggi che lo consentono sono semplicemente sbagliate, e i risultati si vedono, ogni giorno. Basti pensare alla strage della Napoli-Canosa della scorsa estate, queste sono tragedie che possono essere evitate o limitate e qui non c'entra la revisione dei veicoli oppure la guida. Manca la volontà di contrastare normativamente la strage stradale, lo stato dei veicoli, l'equipaggiamento è fondamentale per la protezione in caso di incidente. Basti pensare che i bus del trasporto scolastico non hanno l'obbligo di cintura di sicurezza ma solo l'obbligo di un accompagnatore. Secondo voi, in caso di incidente, può una persona raccogliere e proteggere 20 bambini di tre anni? In italia si sente parlare solo di crisi economica, mancanza di lavoro per i più giovani. Ricordo a tutti che la causa principale di morte per i giovani sotto i 35 anni è l'incidente stradale. Non ha senso pensare al lavoro dei nostri figli quando vanno a fare una gita e non tornano più a casa. Intanto la strage stradale continua, nell'indifferenza. Chiediamo un incontro con il primo ministro Renzi per discutere di queste importanti questioni.
Alberto Pallotti presidente nazionale associazione italiana familiari e vittime della strada onlus.