Il T-Red e la sicurezza stradale, la parola alle Associazioni familiari e vittime della strada

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donofrio

 

Celano – “È avvilente dover constatare che l’istallazione del contestato T-red in Via XX Settembre abbia suscitato una vera e propria mobilitazione dei cittadini“.

A parlare, dopo le polemiche sorte per l’attivazione e disattivazione del semaforo su via  XX Settembre ad Avezzano, che ha portato la città sulle cronache dei giornali online e cartacei quotidianamente o quasi, è Paolo D’Onofrio, referente regionale AIFVS (Associazione italiana familiari e vittime della strada) e membro dell’Associazione In Strada Per La Vita Con Marco Nel Cuore, associazione presente nel territorio da quattro anni che si è attivata a seguito del doloroso fatto di cronaca avvenuto il 16 maggio del 2015.
“In quella sera, Marco Zaurrini, 15enne celanese fu tragicamente investito mentre si trovava in sella ad un motorino insieme ad un compaesano. Di lì a poco, dato il silenzio delle Istituzioni e di una giustizia che sta facendo acqua da tutte le parti e di un sistema che non tutela gli interessi del cittadino, la famiglia di Marco ha costituito l’Associazione, appunto, per dare voce all’evento luttuoso che l’ha colpita, entrando nelle scuole, a contatto con i ragazzi, attraverso corsi e convegni sul tema della sicurezza stradale, cercando di sensibilizzare la popolazione al rispetto delle regole e per evitare che fatti di tale portata non accadano più.
Molti sono stati i dubbi sorti già dai primi giorni di installazione del semaforo. Abbiamo ricevuto lamentele da utenti della strada multati provenire da tutto il territorio marsicano, dato che quel pezzo di strada risulta essere abbastanza trafficato” – continua D’Onofrio – “Le vere emergenze in materia di sicurezza stradale sono state ignorate ancora una volta, così come le vittime incolpevoli; in effetti non è stato considerato che la prevenzione, per essere efficace, deve agire sulle cause scatenanti i sinistri, giammai sugli effetti. 
Conosciamo tutti quali siano le cause che trasformano i veicoli in armi su strada: uso di alcol, droghe e telefonini; scarsa percezione del rischio; strade killer; illuminazione carente; segnaletica fuorilegge; asfalti scaduti…
In poche parole: la consapevolezza evita il pericolo e salva la vita. In tal senso bisogna lavorare ancora tantissimo ma è certo che il buon governo porta buoni frutti.
Il solo sospetto che la ‘’repressione’’ sanzionatoria adottata possa celare interessi di sorta ci lascia basiti, pertanto a scanso di equivoci suggeriamo agli amministratori l’adozione del semaforo ‘’intelligente’’ dotato del display contasecondi (decreto 27 aprile 2017 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
E’ una questione di civiltà!“.
Sarebbe curioso e giusto, ora, sapere i numeri, per capirci, gli incassi dei proventi dovuti alle tante multe derivanti dalle trasgressioni del codice della strada.
L’articolo 208 del Dlgs 285/1992, modificato dalla legge 120/2010 “prevede il vincolo di destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni del codice della strada nella misura del 50% del gettito realizzato”.
Si presuppone quindi, che le somme così incassate, debbano essere destinate a interventi di manutenzione delle infrastrutture stradali, compresa la segnaletica orizzontale e verticale, che nel nostro territorio risulta essere piuttosto vetusta, nonché al potenziamento dei controlli e accertamenti di comportamenti fuorilegge.
Controlli che a seguito degli ultimi fatti accaduti a noi sembrano un’utopia più che una realtà, dato che solo sabato scorso, un autobus della Tua è stato libero di transitare tra le bancarelle del mercato di Avezzano.
La questione sicurezza tanto decantata dal Decreto Gabrielli, dov’era in quel caso?”
 
 

Il T-Red e la sicurezza stradale, la parola alle Associazioni familiari e vittime della strada

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donofrio

 

Celano – “È avvilente dover constatare che l’istallazione del contestato T-red in Via XX Settembre abbia suscitato una vera e propria mobilitazione dei cittadini“.

A parlare, dopo le polemiche sorte per l’attivazione e disattivazione del semaforo su via  XX Settembre ad Avezzano, che ha portato la città sulle cronache dei giornali online e cartacei quotidianamente o quasi, è Paolo D’Onofrio, referente regionale AIFVS (Associazione italiana familiari e vittime della strada) e membro dell’Associazione In Strada Per La Vita Con Marco Nel Cuore, associazione presente nel territorio da quattro anni che si è attivata a seguito del doloroso fatto di cronaca avvenuto il 16 maggio del 2015.
“In quella sera, Marco Zaurrini, 15enne celanese fu tragicamente investito mentre si trovava in sella ad un motorino insieme ad un compaesano. Di lì a poco, dato il silenzio delle Istituzioni e di una giustizia che sta facendo acqua da tutte le parti e di un sistema che non tutela gli interessi del cittadino, la famiglia di Marco ha costituito l’Associazione, appunto, per dare voce all’evento luttuoso che l’ha colpita, entrando nelle scuole, a contatto con i ragazzi, attraverso corsi e convegni sul tema della sicurezza stradale, cercando di sensibilizzare la popolazione al rispetto delle regole e per evitare che fatti di tale portata non accadano più.
Molti sono stati i dubbi sorti già dai primi giorni di installazione del semaforo. Abbiamo ricevuto lamentele da utenti della strada multati provenire da tutto il territorio marsicano, dato che quel pezzo di strada risulta essere abbastanza trafficato” – continua D’Onofrio – “Le vere emergenze in materia di sicurezza stradale sono state ignorate ancora una volta, così come le vittime incolpevoli; in effetti non è stato considerato che la prevenzione, per essere efficace, deve agire sulle cause scatenanti i sinistri, giammai sugli effetti. 
Conosciamo tutti quali siano le cause che trasformano i veicoli in armi su strada: uso di alcol, droghe e telefonini; scarsa percezione del rischio; strade killer; illuminazione carente; segnaletica fuorilegge; asfalti scaduti…
In poche parole: la consapevolezza evita il pericolo e salva la vita. In tal senso bisogna lavorare ancora tantissimo ma è certo che il buon governo porta buoni frutti.
Il solo sospetto che la ‘’repressione’’ sanzionatoria adottata possa celare interessi di sorta ci lascia basiti, pertanto a scanso di equivoci suggeriamo agli amministratori l’adozione del semaforo ‘’intelligente’’ dotato del display contasecondi (decreto 27 aprile 2017 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
E’ una questione di civiltà!“.
Sarebbe curioso e giusto, ora, sapere i numeri, per capirci, gli incassi dei proventi dovuti alle tante multe derivanti dalle trasgressioni del codice della strada.
L’articolo 208 del Dlgs 285/1992, modificato dalla legge 120/2010 “prevede il vincolo di destinazione dei proventi derivanti dalle sanzioni del codice della strada nella misura del 50% del gettito realizzato”.
Si presuppone quindi, che le somme così incassate, debbano essere destinate a interventi di manutenzione delle infrastrutture stradali, compresa la segnaletica orizzontale e verticale, che nel nostro territorio risulta essere piuttosto vetusta, nonché al potenziamento dei controlli e accertamenti di comportamenti fuorilegge.
Controlli che a seguito degli ultimi fatti accaduti a noi sembrano un’utopia più che una realtà, dato che solo sabato scorso, un autobus della Tua è stato libero di transitare tra le bancarelle del mercato di Avezzano.
La questione sicurezza tanto decantata dal Decreto Gabrielli, dov’era in quel caso?”
 
 

Biagio Ciaramella (A.I.F.V.S. Aversa ed Agro aversano): “Insicurezza stradale a Parete e Giugliano”

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paretegiuglianoPARETE. “Parete e Giugliano si confermano realtà totalmente inaffidabili per quanto concerne la sicurezza stradale”. A parlare è il referente Aversa ed agro aversano dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Biagio Ciaramella, che, in una nota stampa, ha voluto sottolineare quanto i due paesi siano accumunati dalla mancata attenzione per i pericoli della strada.

In particolare, lo sfogo di Ciaramella fa riferimento ad un video pubblicato dall’attivista del Movimento 5 Stelle di Parete (https://www.facebook.com/1278011142239707/videos/298605091075401/), nonché consigliere comunale, Rosalba Rispo, la quale ha documentato, alle ore 14 circa di venerdì 17 maggio, la condizione di via 2 agosto e via Amendola. al termine della fiera del venerdì. Lungo le strade citate, infatti, vengono rilasciati rifiuti di ogni tipo, che costringono i conducenti a fare lo slalom per evitare l’impatto. “E’ inaccettabile il fatto che, per un semplice mercato settimanale, alcune strade del nostro paese diventino, puntualmente, una discarica a cielo aperto. Vengono ricoperti di pattume anche i marciapiedi. Il problema non concerne solo il decoro e l’aspetto igienico - sanitario, ma, soprattutto, la sicurezza stradale”. “Riteniamo giusto che intervengano i vigili - afferma Ciaramella - affinché venga chiuso il tratto stradale in questione per tutta la durata della fiera, in quanto non percorribile, e fino a che non abbia luogo la rimozione dei rifiuti”.

Ma per Biagio Ciaramella, Parete non è l’unico paese a presentare lacune: “Giugliano è di certo maestra. Non vengono effettuati controlli sul territorio da parte delle forze dell’ordine. I ragazzi non utilizzano il casco, non rispettano la segnaletica verticale ed orizzontale e sono praticamente invisibili per chi dovrebbe controllare. Terminando l’anno scolastico, un numero sempre maggiore di giovani si riverserà nelle strade ed il fenomeno, dati i mancati controlli, potrebbe essere concausa di morti sull’asfalto. Cellulari alla guida e cinture di sicurezza assenti non rappresentano un motivo di vanto per il nostro territorio”.

Alberto Pallotti, presidente A.I.F.V.S., fa notare cosa sta avvenendo su piano nazionale: “Al Giro d'Italia 2019, in concerto con l’Aci, è stato lanciato l’hashtag rispettiamoci. A breve entrerà in vigore il progetto ‘salva motociclisti’, anticipato dall’Asaps, l’Associazione amici polizia stradale. La stessa chiesa, con il progetto ‘A maronn T’accumpagn’, si è mossa sulla nostra stessa scia. Speriamo che i sindaci inizino a prendere a cuore seriamente il dramma della sicurezza stradale”.

https://www.vittimestrada.eu/

Biagio Ciaramella (AIFVS) attacca amministrazioni uscenti: “Vittime della strada non portano voti, noi sempre messi in secondo piano”

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BIAGIOCIARAMELLAATTACCOCASERTA. Il prossimo 26 maggio diversi comuni della provincia di Caserta andranno al voto. Tra questi figurano Carinaro e Teverola, realtà in cui le giunte amministrative sono state sciolte prima del termine del mandato a causa, in entrambi i casi, del mancato raggiungimento del numero minimo consentito dalla legge. Per quanto concerne Casaluce e Castel Volturno, invece, si è giunti al rinnovo dopo il regolare svolgimento delle attività.

Ai quattro comuni citati, il referente Aversa ed agro aversano dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, Biagio Ciaramella, ha richiesto, con tanto di protocollo ufficiale emesso dagli uffici pertinenti ed invio PEC, una relazione riguardante sia agli interventi attuati per la sicurezza stradale sul territorio in sinergia con le associazioni, sia le modalità di utilizzo dei proventi derivanti dall’articolo 208 (da inserire preventivamente nel bilancio da approvare in sede consiliare). Negli anni non sono pervenute aperture di alcun tipo, nonostante Ciaramella abbia cercato di instaurare sempre un dialogo con gli amministratori.

“I sindaci smentiscano queste mie affermazioni pubblicamente – afferma Biagio Ciaramella -. E’ mancato proprio il confronto con le associazioni e con i familiari delle vittime della strada. Non ho mai avuto il piacere di essere convocato ufficialmente per discutere dell’argomento da determinati comuni. Per certi amministratori, probabilmente, le vittime della strada non portano voti. Chiediamo un incontro con gli aspiranti alla fascia tricolore che vogliono seriamente intervenire per diminuire le morti sulle strade italiane; ascolteremo ogni loro proposta e saremo vigili sul rispetto degli obiettivi prefissati, soprattutto dopo l’esito delle votazioni, quando comincerà concretamente il nostro lavoro. I futuri sindaci siano consapevoli che il nostro controllo è costante e ci avvarremo delle segnalazioni – conclude -, anche in forma anonima, dei cittadini”.

A.I.F.V.S. Muore Jacqueline Suburido, la ragazza sfigurata dopo un incidente stradale. Il presidente Pallotti: “Continueremo a lottare anche in sua memoria”

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jacqueline

ROMA. È morta il 24 aprile, la 40enne Jacqueline Saburido, ragazza affetta da cancro che 20 anni fa rimase sfigurata dopo un incidente stradale.

Era il 1999, lei aveva 20 anni, stava tornando da una festa di compleanno ad Austin, in Texas, insieme ad altri quattro amici quando un'auto, che viaggiava sulla corsia opposta, si scontrò con la loro. Due suoi amici morirono sul colpo. La macchina prese fuoco e lei, che sedeva davanti, fu destinata ad essere sfigurata per sempre. Jacquil riportò ustioni sul 60% del corpo. Il ragazzo 18enne alla guida era ubriaco. Dopo la tragedia, quest’ultimo  fu condannato a 7 anni di carcere e rilasciato nel 2008.

Jacqueline Saburido è stata sottoposta a oltre 100 operazioni per ricostruire parte del volto e delle mani. Gli interventi a cui si sottopose, le sono costati oltre 5 milioni di dollari. Una donna diventata simbolo dei rischi della guida in stato di ebrezza e nome della campagna del dipartimento dei Trasporti del Texas «Faces of Drunk Driving».Jacqui è stata in televisione e nelle scuole per raccontare la sua esperienza ed aiutare a sensibilizzare la sicurezza stradale. Più volte soleva dire “se questa faccia e questo corpo possono aiutare gli altri, perché non esporsi?”.

Dinanzi alla morte della 40enne, il presidente dell’A.I.F.V.S (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada), Alberto Pallotti ha dichiarato: “Purtroppo è morta Jacqueline. La sua storia ha commosso il mondo. È rimasta sfigurata dopo un orribile incidente stradale che ha provocato anche la morte di due persone. La colpa? Di un conducente in stato di ebrezza, un 18enne completamente ubriaco alla guida. Il volto di Jacqui ed il suo corpo sono stati distrutti, ma lei non ha mai smesso di lottare. Dobbiamo ringraziarla; grazie al suo sacrificio l’intero mondo si è accorto che sulle strade si muore per davvero. Ci ha messo tutta sé stessa contrastando la piaga della strage stradale. È stata e continua ad essere un esempio per tutti. Noi – conclude - non siamo ancora soddisfatti, il lavoro di Jacqui deve continuare. Fin quando sulle strade non ci sarà la pace, dato che quella stradale è una vera e propria guerra, continueremo a lottare. Da ora in poi lo faremo anche in sua memoria”.