Autovelox: necessità di aumentare la sicurezza stradale o di portare soldi al bilancio? Una storia con sapore di scandalo politico arriva dalla Francia, dove l'efficacia degli autovelox è messa in dubbio. Ma per un motivo discutibile. Radarele: trebuie s

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Autovelox: necessità di aumentare la sicurezza stradale o di portare soldi al bilancio? Una storia con sapore di scandalo politico arriva dalla Francia, dove l'efficacia degli autovelox è messa in dubbio. Ma per un motivo discutibile.

Radarele: trebuie să crească siguranţa rutieră sau să aducă bani la buget? O ştire cu iz de scandal politic ne parvine din Franţa, unde eficacitatea radarelor de tronson este pusă sub semnul îndoielii. Dar dintr-un motiv discutabil.

Franţa este una dintre ţările europene în care ultimii ani au văzut o creştere foarte mare a numărului de aparate radar montate pe autostrăzile şi şoselele din Hexagon. Un demers lăudat de guvernul francez, deoarece încă după primul an de funcţionare amenzile înregistrate au acoperit fără probleme investiţia, iar pe viitor aceste radare se estimează că vor fi foarte profitabile pentru bugetul de stat.

Recent, un senator francez, Vincent Delahaye pe numele său, a ridicat problema investiţiilor în aşa-numitele radare de tronson - genul de radar care calculează viteza medie a maşinilor pe o anumită porţiune de autostradă, ceea ce-i face pe mulţi şoferi să nu mai încerce să depăşească viteza legală.

Ei bine, conform senatorului, investiţia în radarele de tronson nu este profitabilă! Cele 20 de radare de tronson care urmează să fie montate pe autostrăzile franţuzeşti în 2014 necesită un buget de 3 milioane de euro, însă, datorită eficienţei pe care am subliniat-o mai devreme, se estimează că nu vor ”produce” aşa multe amenzi.

Ca idee, cu banii pentru 20 de radare tronson se pot achiziţiona şi monta pe autostrăzi şi şosele 50 de radare obişnuite, cărora şoferii le ”cad pradă” mult mai des şi mai uşor.

Iată, deci, un exemplu non-românesc de gândire politică aiurea: deşi principalul scop al radarelor ar trebui să fie creşterea siguranţei rutiere, prin ”calmarea” vitezomanilor şi scăderea probabilităţii de accidente cauzate de viteză, unii aleşi ai neamului pun pe primul plan profitabilitatea radarelor!

În România, care credeţi că e situaţia cu necesitatea radarelor:

SUNT PENTRU SIGURANŢĂ SAU PENTRU A ADUCE BANI LA BUGET?

http://www.promotor.ro/masini-noi/news/radarele-trebuie-sa-creasca-siguranta-rutiera-sau-sa-aduca-bani-la-buget-11788613

 

LO STATO CHIEDE AI FIGLI DI 15 E 19 ANNI I CONTRIBUTI DELLA MADRE MORTA IN UN INCIDENTE Venezia - Nemmeno davanti alla morte. E nemmeno davanti ai figli rimasti orfani. Da loro l'Inps pretende il pagamento dei contributi presumibilmente non corrisposti d

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LO STATO CHIEDE AI FIGLI DI 15 E 19 ANNI I CONTRIBUTI DELLA MADRE MORTA IN UN INCIDENTE

Venezia - Nemmeno davanti alla morte. E nemmeno davanti ai figli rimasti orfani. Da loro l'Inps pretende il pagamento dei contributi presumibilmente non corrisposti dalla loro madre rimasta vittima di un incidente stradale verificatosi il 4 agosto 2008 sul ponte translagunare della Romea.
All'epoca, L.B. ed A.B. avevano appena 14 e 10 anni. Oggi ne hanno 19 e 15, e l’istituto pretende da ciascuno di loro il pagamento di circa cinquemila euro. «Non capisco proprio perché mai l'Inps chieda ad entrambi di versare quella cifra che corrisponde all'intero, presunto debito - dichiara il nonno Eugenio Boscolo, padre di mamma Eleonora, schiacciata sotto un camion quando aveva appena 29 anni con la sua Fiat Seicento -. Suppongo che si tratti della sola rata non versata da mia figlia Eleonora, che faceva la barista, più gli interessi passivi e la mora. Ovviamente, non l'ha pagata semplicemente perché, da morta, non l'avrebbe potuto fare». Una cartella che, nei figli che ora vivono con il padre, riaccende un dolore mai spento per la perdita della madre. «Un altro dettaglio che mi lascia perplesso - prosegue Boscolo - consiste nel fatto che l'eredità materna fu accettata per conto dei miei nipoti col "beneficio d'inventario" dinanzi al Giudice dei minori. Come hanno mai potuto tirare in ballo quei ragazzi, sin troppo provati dalla vita? Ne faccio una questione di principio. La mia famiglia non pagherà. Per questo, ci siamo già rivolti all'avvocato Tiziano Boscolo».

http://pressnewsweb.blogspot.it/2013/12/lo-stato-chiede-ai-figli-di-15-e-19.html

 

Montecorice, via le transenne: si transita per protesta sulla strada a rischio frane. MONTECORICE - La provinciale 267 Via del Mare, nel tratto che costeggia le Ripe Rosse di Montecorice, è chiusa da oltre un mese a causa della caduta di massi dal costone

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Montecorice, via le transenne: si transita per protesta sulla strada a rischio frane. MONTECORICE - La provinciale 267 Via del Mare, nel tratto che costeggia le Ripe Rosse di Montecorice, è chiusa da oltre un mese a causa della caduta di massi dal costone roccioso. E scoppia la protesta tra i cittadini. Nel week-end, ignoti hanno rimosso i blocchi che impedivano la circolazione sia in direzione sud sia in direzione nord.
Per tutta la giornata di ieri le auto hanno transitato abusivamente. I residenti sono esasperati perché da un mese sono costretti a percorrere una strada comunale alternativa, anch’essa dissestata. I blocchi sono stati risistemati stamattina grazie all’intervento della polizia provinciale.

Oggi, intanto, nell’aula consiliare di Montecorice si terrà un incontro pubblico tra amministratori e cittadini per cercare di trovare una rapida soluzione. Il problema è dovuto alla caduta di massi dal costone roccioso.

http://www.ilmattino.it/SALERNO/cilento-strada-frana/notizie/412453.shtml

 

FRANCIA. Campagna contro l'alcol al volante: "Quando ci si tiene a qualcuno, lo si trattiene" VIDEO - Un conducente troppo ubriaco è coinvolto in un incidente mortale su tre. All'avvicinarsi delle feste di fine d'anno, la sicurezza stradale lancia una nuo

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Campagna contro l'alcol al volante: "Quando ci si tiene a qualcuno, lo si trattiene"
VIDEO - Un conducente troppo ubriaco è coinvolto in un incidente mortale su tre. All'avvicinarsi delle feste di fine d'anno, la sicurezza stradale lancia una nuova campagna di sensibilizzazione.

Campagne contre l'alcool au volant : «Quand on tient à quelqu'un, on le retient»
VIDÉO - Un conducteur trop alcoolisé est en cause dans un accident mortel sur trois. À l'approche des fêtes de fin d'année, la sécurité routière lance une nouvelle campagne de sensibilisation.

À l'approche des fêtes de fin d'année, la sécurité routière lance une nouvelle campagne de sensibilisation. Cette fois, c'est le thème de l'alcool qui est abordé. Un fléau sur nos routes: un conducteur excessivement alcoolisé est en cause dans un accident mortel sur trois, et parmi les automobilistes impliqués dans un accident mortel avec une alcoolémie positive, celle-ci dépasse le taux de 1,5 g/l dans le sang dans 60 % des cas.

«Les dangers d'une conduite sous l'emprise de l'alcool sont connus: grisé par un effet désinhibant, le conducteur multiplie les comportements à risque (excès de vitesse, oubli d'attacher sa ceinture de sécurité, réflexes amoindris, somnolence…) et provoque des drames. Face à cette perte de discernement, c'est donc aux proches, à l'entourage, d'intervenir pour l'empêcher de reprendre la route»,indique la sécurité routière dans un communiqué.

«Quand on tient à quelqu'un, on le retient», tel est le slogan du film, appelé Le Choix, qui va être diffusé du 22 décembre au lundi 13 janvier prochain sur les grandes chaînes de télévision. On y voit un repas arrosé et un convive sympathique voulant reprendre la route. Problème: il a trop bu. En parallèle, la caméra balaie l'expression des autres invités qui se demandent ce qu'ils doivent faire. «Le retenir? réponse A», ou «le laisser partir parce qu'il sait ce qu'il fait: réponse B». C'est de la sorte, à la manière d'un examen du Code de la route, que sont présentées leurs interrogations figurant en surimpression sur l'image.

Les Français de plus en plus soucieux

Ce spot devrait convaincre les usagers de la route de retenir celui qui a pris un verre de trop. D'ailleurs, les Français sont de plus en plus nombreux à avoir ce réflexe. «L'intervention concrète sur une tierce personne ayant bu pour l'empêcher de prendre le volant progresse nettement: le nombre de personnes interrogées qui déclarent intervenir plus souvent est passé de 65 % en 2011 à 82 % en 2013», indique la Sécurité routière, qui cite une autre donnée intéressante. «La consommation d'alcool avant de prendre le volant est aujourd'hui considérée avec sévérité par une majorité de Français: 73 % estiment qu'il s'agit là du comportement le plus dangereux sur les routes.»

Quelle est la différence entre les hommes et les femmes? Concernant le comportement lié à l'alcool, il n'y en a pas, selon le docteur Patrick Daimé, médecin généraliste, addictologue au Centre hospitalier universitaire de Rouen et secrétaire général de l'Association nationale de prévention en alcool et addictologie (ANPAA). Interrogé par la sécurité routière, il déclare: «Que ce soit un homme ou une femme, à alcoolisation égale, les troubles du comportement sont similaires. Cependant, la fréquence des suralcoolémies est plus importante chez les hommes que chez les femmes. En outre, sur le plan comportemental, une femme acceptera souvent plus facilement qu'un homme de céder le volant à un tiers.»

http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2013/12/19/01016-20131219ARTFIG00602-campagne-contre-l-alcool-au-volant-quand-on-tient-a-quelqu-un-on-le-retient.php

 

FRANCIA. Proposta di legge tendente a consentire alle parti civili di presentare appello contro le sentenze di scarcerazione e di assoluzione, presentata da Étienne BLANC

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FRANCIA. Proposta di legge tendente a consentire alle parti civili di presentare appello contro le sentenze di scarcerazione e di assoluzione, presentata da Étienne BLANC

La vittima è stata per lungo tempo la “grande dimenticata del processo penale”. Tuttavia, essa ha acquisito, nel corso degli ultimi quarant’anni, un certo numero di diritti che tendono alla consacrazione di un vero statuto giuridico, seguendo l’esempio di quelli esistenti per il pubblico ministero e l’imputato. L’esercizio della sua azione civile davanti alle giurisdizioni repressive, sia attraverso la costituzione di parte civile davanti al giudice istruttore sia attraverso la citazione diretta davanti al giudice vero e proprio, consente di mettere la giustizia penale in movimento. Tuttavia, limitazioni ingiustificate continuano a limitare l’esercizio dei diritti della parte civile durante il processo penale.

Una di queste limitazioni è stata d’altronde censurata, qualche anno fa, dal Consiglio costituzionale. Nella sua delibera n. 2010-15/23 QPC del 23 luglio 2010, questo ha dichiarato incostituzionale l’articolo 575 del codice di procedura penale, che prevedeva, come principio, che la parte civile non potesse ricorrere in Cassazione contro una sentenza della chambre de l’instruction in assenza di ricorso da parte del pubblico ministero. Secondo i Saggi, questa disposizione aveva come effetto: “in assenza del ricorso del pubblico ministero, di privare la parte civile della possibilità di far censurare, da parte della Corte di Cassazione, la violazione della legge messa in atto dalle sentenze della chambre de l’instruction”. La privazione dell’esercizio effettivo dei diritti garantiti alla parte civile dal codice di procedura penale costituiva una limitazione ingiustificata dei diritti della difesa.

PROPOSITION DE LOI

visant à permettre aux parties civiles d’interjeter appel
des décisions de relaxe et d’acquittement

Mesdames, Messieurs,

La victime a pendant longtemps été la « grande oubliée du procès pénal ». Toutefois, elle a acquis au cours des quarante dernières années un certain nombre de droits qui tendent à la consécration d’un véritable statut juridique à l’instar de ceux existant pour le ministère public et le mis en cause. L’exercice de son action civile devant les juridictions répressives, que ce soit par la constitution de partie civile devant le juge d’instruction ou par la citation directe devant la juridiction de jugement, permet de mettre la justice pénale en mouvement. Pour autant, des limitations injustifiées restreignent toujours l’exercice des droits de la partie civile durant le procès pénal.

L’une de ces limitations a d’ailleurs été censurée, il y a quelques années, par le Conseil constitutionnel. Dans sa décision n° 2010-15/23 QPC du 23 juillet 2010, celui-ci a déclaré contraire à la Constitution l’article 575 du code de procédure pénale, qui prévoyait en principe que la partie civile ne pouvait se pourvoir en cassation contre un arrêt de la chambre de l’instruction en l’absence de pourvoi du ministère public. Selon les Sages, cette disposition avait pour effet : « en l’absence de pourvoi du ministère public, de priver la partie civile de la possibilité de faire censurer, par la Cour de cassation, la violation de la loi par les arrêts de la chambre de l’instruction ». La privation de l’exercice effectif des droits garantis à la partie civile par le code de procédure pénale constituait une restriction injustifiée aux droits de la défense.

La limitation la plus choquante est l’impossibilité pour la partie civile d’interjeter appel d’une décision d’acquittement ou de relaxe. La loi ne réserve en effet cette faculté qu’au parquet et à la défense. La victime peut uniquement, si elle s’est constituée partie civile, faire appel d’une décision portant sur les dommages et intérêts, c’est-à-dire sur ses intérêts civils. La partie civile n’a pas le droit d’exercer cette voie de recours quant à l’action publique. Elle est totalement tributaire de l’action ou de l’inaction du ministère public. Or, la position du parquet n’est pas toujours intelligible. Tel est le cas lorsqu’un appel n’a pas été interjeté à la suite d’un acquittement alors qu’une lourde peine avait été requise à l’audience ou lorsque, suite à une relaxe, l’appel de la partie civile a abouti à la caractérisation de l’infraction et à la condamnation du prévenu à réparer le préjudice causé.

La possibilité pour la partie civile d’interjeter appel d’une décision d’acquittement ou de relaxe s’inscrit dans le prolongement direct des droits conférés aux victimes dans le cadre du procès pénal. Le dépôt de plainte avec constitution de partie civile permet à la victime de surmonter un éventuel classement sans suite du procureur. Une fois constituée partie civile, la victime peut faire appel des ordonnances de non-lieu du juge d’instruction. Cette évolution n’est donc que la mise en cohérence de notre procédure pénale. La victime doit pouvoir surmonter l’inertie du parquet en ayant le droit de demander la tenue d’un nouveau procès. D’autant plus, que loin d’être cantonnée à la recherche d’une réparation pécuniaire, l’action ou l’intervention de la victime peut n’être motivée que « l’établissement de la culpabilité de l’accusé ou du prévenu ».

La situation actuelle est la cause d’une profonde souffrance morale pour les victimes. Le droit de s’exprimer et de participer à l’établissement de la vérité concourt à leur reconstruction. Il est indispensable de placer la partie civile sur un pied d’égalité avec le mis en cause. La victime peut subir un second traumatisme, si, admise comme partie au procès pénal, elle se voit ensuite privée des droits reconnus à la personne poursuivie. Par ailleurs, une décision d’acquittement ou de relaxe qui ne fait pas l’objet d’un appel par le parquet signifie pour la victime que la justice ne lui reconnait pas cette qualité, voire qu’elle peut même être une menteuse. Pour preuve, l’ancien article 226-10 du code pénal, modifié le 9 juillet 2010, établissait une présomption irréfragable de fausseté des faits résultant de la décision, devenue définitive, d’acquittement ou de relaxe, exposant la victime qui a dénoncé les faits au risque d’une poursuite pour dénonciation calomnieuse.

La présente proposition de loi entend permettre aux parties civiles d’interjeter appel des décisions d’acquittement ou de relaxe. Elle a pour but de renforcer substantiellement la cohérence de notre procédure pénale et de mettre fin à une inégalité qui privilégie la défense des intérêts du mis en cause au détriment de la défense des intérêts de la victime. Si le quantum de la peine concerne essentiellement la société, la décision d’acquittement ou de relaxe concerne directement la victime. Cette dernière doit être maître de son propre destin et de la défense de ses intérêts. Elle doit par conséquent bénéficier d’un droit de recours légitime et pouvoir interjeter appel d’une décision d’acquittement ou de relaxe.

http://www.assemblee-nationale.fr/14/propositions/pion1647.asp