La strada è vita: Documentario Informativo sugli incidenti stradali di Tonino Morreale. Questo documentario, avuto per gentile concessione dell'Associazione Italiana familiari e vittime della strada-onlus, analizza in maniera molto semplice e pedagogica l

on . Postato in Attualità e notizie

 LA STRADA E' VITA

Documentario Informativo sugli incidenti stradali di Tonino Morreale.

Questo documentario, avuto per gentile concessione dell'Associazione Italiana familiari e vittime della strada-onlus, analizza in maniera molto semplice e pedagogica le cause e conseguenze degli incidenti stradali in Italia.

http://www.arcoiris.tv/scheda/it/1845/

 

 

Stuzzichini: Documentario Informativo, sugli incidenti stradali, di Tonino Morreale. Questo documento video, avuto per gentile concessione dell'Associazione Italiana familiari e vittime della strada-onlus, analizza in maniera divertente e pedagogica alcun

on . Postato in Attualità e notizie

 Documentario Informativo, sugli incidenti stradali, di Tonino Morreale.

Questo documento video, avuto per gentile concessione dell'Associazione Italiana familiari e vittime della strada-onlus, analizza in maniera divertente e pedagogica alcuni dei controsensi della segnaletica stradale in Italia.

http://www.arcoiris.tv/scheda/it/1873/

ARGENTINA "Per salvare vite negli incidenti stradali c'è bisogno di volontà politica"

on . Postato in Attualità e notizie

"Per salvare vite negli incidenti stradali c'è bisogno di volontà politica".

Nel 2006 Lucas Levín morì nella Tragedia di Santa Fe (
http://www.tragediadesantafe.com.ar/LucasLevin.htm), in un incidente stradale nel quale morirono nove alunni ed una docente del collegio, della città portuale, "Ecos", mentre tornavano da Chaco dopo aver svolto attività di solidarietà. A partire da lì, suo padre Sergio lotta per promuovere la sicurezza stradale e qualche giorno fa ha svolto una conversazione a San Rafael con più di cento alunni, nell'ambito di un programma articolato con la Agenzia nazionale di sicurezza stradale.
Nell'intervista con Dario San Rafael, Sergio Levín ha spiegato: "Abbiamo avuto più di cento giovani in una conferenza risultata più che interessante. Queste attività si svolgono in luoghi differenti del paese, con risultati molto buoni".
 
“Para salvar vidas en accidentes viales hace falta voluntad política”. En 2006 Lucas Levín falleció en la Tragedia de Santa Fe, en un accidente vial en el cual murieron nueve alumnos y una docente del colegio porteño "Ecos", cuando regresaban de Chaco luego de realizar actividades solidarias. A partir de allí, su padre Sergio lucha por fomentar la seguridad vial y días atrás dio una charla en San Rafael para más de un centenar de alumnos, en el marco de un programa articulado con la Agencia Nacional de Seguridad Vial.

En diálogo con Diario San Rafael, Sergio Levín explicó: "Tuvimos más de un centenar de chicos en una charla que resultó más que interesante. Estas actividades se hacen en diferentes puntos del país, con muy buenos resultados".

Al ser consultado sobre los problemas de tránsito en el interior del país destacó: "Básicamente, cruzando la General Paz los problemas son unificados. El inconveniente más grave que tenemos es la irrupción de la moto como primer medio de transporte de los jóvenes. En Argentina hay una baja en la siniestralidad en autos, pero sube en las motos, muchas veces porque no usa correctamente y otras tantas porque no hay uso de casco".

"Las charlas están enmarcadas en el Programa de Fortalecimiento de la Educación Vial lanzado desde el Centro de Formación de la Agencia Nacional de Seguridad Vial, dentro de un plan de trabajo coordinado", señaló.

Sobre los usos y costumbres a la hora de manejar y algunas prácticas anquilosadas en los conductores, Levín expresó que "a la gente grande no se le podrá cambiar la forma de conducir, pero se le pueden cambiar algunos hábitos como el uso del cinturón de seguridad u otras prácticas dentro del auto, para que aminoren las consecuencias en un choque", y agregó: "Es fundamental trabajar con los jóvenes. Creo que todavía estamos en deuda, pero estamos haciendo los esfuerzos".

En su charla, Levin destacó que en la ciudad de Formosa el uso del casco se ha hecho masivo. Al ser consultado por esta situación planteó que "esto se puede lograr en todo el país si hay voluntad política. No es algo mágico ni se hace de un día para el otro; son años de trabajo con controles y sanciones (…) si uno lo implementa como una práctica permanente se logra. La única manera de cambiar es que cada municipio trabaje concienzudamente en el tema".

"No hay una fórmula. Solo tiene que haber voluntad política; después surge el cómo hacerlo (…) el por qué es sencillo, porque se muere mucha gente, ahí tiene que aparecer la voluntad de cambiarlo. Si no está, no vas a solucionarlo", ejemplificó y subrayó que las campañas y controles tienen que ser "una política de Estado que perdure en el tiempo, para causar los efectos positivos y el cambio".

"Lo más importante es la decisión política", insistió. "El que dirige es el que pone los planes. Muchas veces no se ponen controles porque los dirigentes creen que es 'pianta-votos'. Puede piantar votos dos o tres días cuando se vea como algo impopular, pero cuando se hace uso y costumbre después van a felicitar al funcionario y le agradecerán porque está salvando vidas. Hay que tener coraje, decisión y ganas de hacerlo", concluyó.

http://www.diariosanrafael.com.ar/147424#.UqVqHbK9KSM


VOLANTINO (in italiano ed inglese) DISTRIBUITO IL 29 aprile 2008, davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica, in occasione dell’inizio della XVI legislatura

on . Postato in Attualità e notizie

VOLANTINO (in italiano ed inglese)

DISTRIBUITO IL 29 aprile 2008,

davanti alla Camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica,

in occasione dell’inizio della XVI legislatura

FERMATE LE STRAGI STRADALI!

APPELLO A TUTTI I PARLAMENTARI

Gentili Senatori e Deputati, nel giorno di nascita di questa XVI Legislatura, fiduciosi rivolgiamo a Voi il nostro appello.

Gli incidenti stradali, nel nostro paese, rappresentano una vera calamità nazionale: ogni anno, più di 6.000 morti, oltre 20.000 invalidi gravi e più di 300.000 feriti! L’Europa ci chiede di ridurre, entro il 2010, almeno del 50% l’incidentalità stradale.

Nella passata legislatura, dei passi, seppur molto timidi, in questa direzione sono stati avviati, con parlamentari di tutti gli schieramenti.

Il nostro augurio è che il numero di deputati e senatori realmente intenzionati a porre un freno alle stragi stradali sia sempre più alto. E che, sia le forze di governo (con la loro più che ampia maggioranza), sia quelle di opposizione, sappiano lavorare insieme per risolvere un problema che interessa tutti i cittadini, di qualunque idea politica.

Noi riteniamo che per la prevenzione degli incidenti ciascuno debba fare la propria parte: le istituzioni, le aziende, gli utenti.

È prioritario per la giustizia porre fine alla sottovalutazione del danno e della gravità della colpa e alle pene esigue e mai espiate per coloro che tengono in dispregio le regole della civile convivenza e la stessa vita umana: favorire il colpevole è discriminare, danneggiare le vittime e la civiltà, diffondere nella società il messaggio che si può delinquere impunemente!

L’A.I.F.V.S. è da anni in prima linea nel prestare conforto umano, sostegno psicologico e legale alle vittime della strada, e nell’esercitare una rispettosa ma puntuale pressione su tutte le forze politiche, perché mettano tra le loro priorità la sicurezza stradale e l’assistenza alle vittime.

In noi prevale il massimo senso di collaborazione e di fiducia nei confronti di tutti Voi, rappresentanti del popolo italiano.

Anche in questa neonata legislatura saremo attenti osservatori del Vostro lavoro, pronti a lodare pubblicamente quanti si impegneranno per la soluzione del problema, ma altrettanto fermi nel far conoscere all’opinione pubblica i nomi di quanti remeranno contro, magari per difendere interessi economici particolari!

Grazie dell’attenzione e buon lavoro a tutti Voi!

L’AIFVS chiede a questo Governo un nuovo percorso:

fare ogni sforzo a sostegno del bene comune,

porre fine alla violazione della dignità delle vittime!

STOP THE SLAUGHTER ON THE ROAD!

APPEAL TO ALL THE MEMBERS OF PARLIAMENT

Our dear Senators and Deputies, today the sixteenth legislature begins and we hopefully address our appeal to you.

The road accidents, in our country, are a real national emergency: every year, more than 6,000 people die, over 20,000 become serious invalids and more than 300,000 are wounded! The European Community has asked us to reduce road accidents, before the year 2010, by at least 50 per cent.

During the past legislature, some steps, though timid, in this direction, were taken, by Members of Parliament belonging to all the coalitions.

We wish that the number of deputies and senators truly inclined to impede slaughter on the road were ever higher. And that, both the government parties (very strong, thanks to their ample majority) and the opposing parties, could work together, in order to resolve a very important problem for all the citizens, regardless of their political ideas.

We think that, to prevent the accidents, everybody must do their duty: institutions, industry, users of the roads.

First of all, the law courts must stop underestimating the harm and the seriousness of the crime; and they must put an end to the slight punishments, never expiated, for those who despise the rules of a civilized society and human life itself: favouring the guilty means discrimination and damage for the victims and Civilisation, propagating in the Society the message that it’s possible to commit a crime with impunity!

The A.I.F.V.S. has been in the front-line for years, in giving human comfort, psychological and legal support to the road victims; and in putting pressure, respectfully but precisely, on all the political parties, so that they begin to consider road safety and assistance to the victims more important.

We feel the greatest sense of collaboration and trust towards you all, representatives of the Italian People.

Also during this new-born legislature, we’ll carefully observe your work, be ready to praise publicly all who will commit themselves in order to solve the problem but, at the same time, be very firm in notifying public opinion of those who won’t cooperate, perhaps to protect particular economic interests!

Many thanks for your attention and good work to you all!

The AIFVS asks this Government a new policy:

To work as hard as possibile for the welfare of the people,

To stop the violation of victims’ dignity!

FRANCIA. Una proposta di legge per dare più diritti alle vittime

on . Postato in Attualità e notizie

FRANCIA. Una proposta di legge per dare più diritti alle vittime

70 deputati dell'UMP propongono una legge che consenta alle vittime di presentare appello in un processo penale dopo una sentenza di assoluzione o di scarcerazione contro il parere dei magistrati. Un'idea contestata da diverse organizzazioni di magistrati.

Un dibattito fondamentale. Le vittime non potrebbero avere gli stessi diritti dei delinquenti? 70 deputati dell'UMP, guidati da Étienne Blanc, deputato UMP del dipartimento dell'Ain, hanno presentato martedì pomeriggio una proposta di legge tendente a consentire alle parti civili di appellarsi contro sentenze di scarcerazione o di assoluzione. Un'idea presente nel programma elettorale del candidato Nicolas Sarkozy, rimasto nello stato di progetto di legge a causa dell'intasamento dell'agenda parlamentare a fine mandato.

Scomparsa delle vittime

Per Étienne Blanc, si tratta di colmare una lacuna: "Se le vittime sono presenti nel corso dell'intera procedura penale in quanto parti civili, hanno diritto al confronto, ad ottenere atti di istruzione ed alla riparazione, è sorprendente che esse non possano presentare appello allo stesso titolo del procuratore o della difesa", questa l'opinione di Étienne Blanc. "Certamente la procedura penale protegge la società. Ma è necessario poter includere le vittime esposte, a titolo individuale, in prima linea, alla delinquenza. Non esiste alcun motivo per il quale, al momento della sentenza, essa spariscano puramente e semplicemente, e non abbiano diritto ad una seconda lettura. Non è assolutamente equo".
Per i deputati all'origine di questa proposta di legge, in parte suggerita dai lavori dell'Istituto per la giustizia, "questa mancanza" è problematica per le vittime, "al di là di quanto incide sulla riparazione degli interessi civili, quando il procuratore della Repubblica si rifiuta di presentare appello in caso di scarcerazione, senza contare il fatto che il non riconoscimento della colpevolezza pone problemi per la ricostruzione delle vittime".

Eppure questa proposta di legge è lungi dall'avere l'adesione dei magistrati, che si tratti dell'Unione sindacale dei magistrati o della Conferenza nazionale dei procuratori. "I casi nei quali i procuratori non propongono appello sono infinitesimali, perché sarebbe rinnegare la propria requisitoria. C'è allora bisogno di fare una legge solo per qualche caso?", si chiede Christophe Régnard, presidente dell'USM. "Inoltre è confondere l'azione giudiziaria e la condanna penale con la vendetta privata. Avete mai visto una vittima soddisfatta di un verdetto"?

Vaso di Pandora

Perché quello che suscita più timori nei magistrati è che questo allargamento dell'appello apra il vaso di Pandora, e che la tappa successiva sia la possibilità per le vittime di proporre appello relativamente al quantum delle pene. "Non è assolutamente in discussione", afferma vigorosamente Étienne Blanc, che pone una netta distinzione fra "il principio di colpevolezza e quello della riparazione di un pregiudizio".
Bruno Dalles, procuratore di Melun e vicepresidente della Conferenza nazionale dei procuratori, fermamente contrario all'appello per le vittime, contesta "la convinzione che una misura di questo tipo proteggerà meglio le vittime. Soprattutto farebbe pesare su di esse una responsabilità troppo forte, quando invece il nostro sistema tende a sgravarle del peso della pena. È fondamentale che la vittime rimanga al proprio posto e che non ci sia confusione con il ruolo del procuratore. Inoltre, si può temere che qualche associazione si serva dei processi come di cassa di risonanza, ai danni delle vittime, spesso ferite da tali intrighi. L'essenziale oggi è piuttosto fare in modo che i diritti già presenti delle vittime siano già rispettati!"
Medesimo suono di campana da parte di alcune delle stesse associazioni pro vittime, come la Federazione nazionale delle vittime di attentati ed incidenti collettivi. Stéphane Gicquel, suo segretario generale, afferma che "non serve a niente accumulare diritti sulla carta quando l'effettività dei diritti esistenti non è assicurata. I diritti delle vittime sono fragili ed il loro posto è spesso contestato nel processo penale. Sarebbe confondere il loro ruolo e toccare l'architettura del diritto francese", la sua opinione.

http://www.lefigaro.fr/actualite-france/2013/12/04/01016-20131204ARTFIG00250-une-proposition-de-loi-pour-donner-plus-de-droits-aux-victimes.php