Sécurité routière : baisse de la mortalité en novembre Accidents corporels, blessés et hospitalisations également à la baisse La mortalité des motards au même niveau qu'en 2012

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Sécurité routière : baisse de la mortalité en novembre

Accidents corporels, blessés et hospitalisations également à la baisse

La mortalité des motards au même niveau qu'en 2012

Comme chaque mois, l'ONISR publie son baromètre sur l'accidentalité routière. Après un mois d'octobre où le nombre de tué sur les routes était reparti à la hausse, novembre marque une diminution importante avec 15% de décès en moins par rapport à l'année dernière.

Bilan novembre

Comparé à novembre 2012, ce sont ainsi 44 personnes de moins qui ont péri sur les routes de France. Malheureusement, on déplore toujours 248 décès lors du mois écoulé.

Tous les autres indicateurs sont également à la baisse, notamment le nombre de blessés hospitalisés suite à accident de la route. Celui-ci diminue de 6% avec 2.114 hospitalisations enregistrées en novembre 2013, contre 2.248 en novembre 2012, soit 134 personnes hospitalisées en moins.

Le nombre total de personnes blessées baisse de 4,1% : il est de 6.153 en novembre 2013, contre 6.419 en novembre 2012, soit 266 personnes blessées en moins. Les accidents corporels sont en baisse de 3,6%. On en dénombre 4.989 en novembre 2013, contre 5.175 en novembre 2012, ce qui correspond à 186 accidents en moins.

Nette diminution depuis début 2013

Malgré quelques hausses de la mortalité au cours de l'année, la tendance baissière se confirme largement depuis le mois de janvier. Sur les 11 premiers mois, la mortalité sur les routes à diminuer de 11,7% par rapport à 2012, ce qui représente 391 décès en moins. Les accidents corporels, blessés et personnes hospitalisées suivent la même tendance.

Sur les onze mois de l'année 2013, comparés à ceux de 2012, le nombre de personnes décédées est de 2 943, ce qui signifie une baisse de 11,7% et 391 vies sauvées. Sur cette même période, le nombre de personnes blessées diminue de 7,2%, soit 5 043 personnes blessées en moins, celui des personnes hospitalisées de 5,8% et les accidents corporels de 7%.

 

La mortalité des motards à la hausse

Si l'on s'attarde sur les différentes catégories d'usagers, seuls les cyclistes et les motocyclistes voient leur mortalité progresser légèrement. Après une importante baisse en début d'année, la mortalité des motards est finalement revenue au même niveau que l'année dernière avec 655 décès sur les 12 derniers mois.

Malgré tout, on peut rester optimiste quand à l'évolution de la sécurité des utilisateurs de deux-roues motorisés. La DSCR s'est en effet engagée à communiquer sur l'importance des équipements de protections dans le cadre de la charte signée avec la filière 2RM.

http://www.lerepairedesmotards.com/actualites/2013/actu_131210-securite-routiere-barometre-mortalite-novembre.php

 

Sécurité routière : baisse de 15% du nombre de morts en novembre

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Sécurité routière : baisse de 15% du nombre de morts en novembre

Après de mauvais chiffres en octobre, le nombre de morts sur les routes a reculé de 15% en novembre. La  a annoncé ce mardi que 248 personnes ont perdu la vie contre 292 en novembre 2012.

 

Le nombre de blessés a baissé de 4,1% (6 153 contre 6 419 un an plus tôt) et les accidents corporels de 3,6% (4 989 contre 5 175 en novembre 2012).

Sur les onze mois de l'année 2013, le nombre de personnes décédées est de 2 943, soit une baisse de 11,7% et 391 vies sauvées comparée à la même période en 2012.

 

Cependant, la Sécurité routière appelle les Français à «la vigilance» avec «la météo hivernale et les nombreux déplacements de fin d'année». «La vigilance de tous ne doit pas faiblir», insiste la Sécurité routière qui demande aux conducteurs, aux piétons et aux cyclistes de «redoubler d'attention» en raison de la «luminosité réduite» et des «chaussées rendues glissantes».

 

http://www.leparisien.fr/societe/securite-routiere-baisse-de-15-du-nombre-de-morts-en-novembre-10-12-2013-3394867.php

 

 

La riforma corre sul web: da oggi sul Portale dell’Automobilista è possibile inviare proposte di modifica e di nuove norme. Una rivoluzionedi VINCENZO BORGOMEO

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La riforma corre sul web: da oggi sul Portale dell’Automobilista è possibile inviare proposte di modifica e di nuove norme. Una rivoluzionedi VINCENZO BORGOMEO

 

 

Cosa fare per migliorare la sicurezza stradale? In questo siamo tutti maestri. Ma ora c'è la possibilità di dare libero sfogo alle proprie idee. E chissà che "nel mucchio" non ci sia davvero qualche perla (speriamo): da oggi, lunedì 9 dicembre, infatti sul Portale dell’Automobilista (www.ilportaledellautomobilista.it) nella sezione nuovo Codice della Strada si possono inviare proposte di modifica e di nuove norme. L'idea è proprio quella di creare la massima condivisione su un tema difficile, di far partecipare tutti gli utenti della strada, dai pedoni ai camionisti, alla rivoluzione della mobilità.

 

D'altra parte lo stesso slogan con cui viene lanciata questa campagna ("Il nuovo Codice della Strada, partecipa anche tu alla riforma e inviaci i tuoi suggerimenti") è tutto un programma. E' stato lo stesso Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ad "aprire la porte di casa", ad iniziare un dibattito che potrebbe portare un bel contributo di idee. Vedremo. Lo spazio resterà aperto fino al 31 maggio 2014 e disponibile a tutti, senza bisogno di registrazione al portale.

 

“Il nuovo Codice della strada – spiega il Sottosegretario Erasmo D’Angelis con delega anche alla sicurezza stradale e alla riforma del Codice della Strada – sarà più leggibile, snello, con 70-80 articoli, un terzo di oggi, e verrà distribuito anche nelle scuole. E’ importante che siano chiare le regole e i diritti e i doveri di tutti gli utenti della

 

 

strada e i contributi inviati ci aiuteranno a costruire il Codice, il cui iter di riforma è iniziato da qualche giorno alla Camera e sul quale è al lavoro un gruppo tecnico che aggiorna norme e prescrizioni. Sarà centrale il tema della sicurezza stradale perché i numeri, purtroppo, sono drammatici: il 2012 si è chiuso con 3.650 morti e 260.500 feriti, e negli ultimi 12 anni per incidenti stradali in Italia sono morte 63.941 persone con 3.918.352 feriti e invalidi. C’è bisogno di una maggiore responsabilizzazione di chi guida, di maggiori tutele per gli utenti vulnerabili della strada come pedoni e ciclisti, di un inasprimento delle pene con la possibilità della fattispecie dell’omicidio stradale per chi guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti e provoca incidenti mortali”.

Ricordiamo che il Portale dell’Automobilista, è lo spazio web di servizi di e-government del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che conta oltre 4 milioni di iscritti. Utenti che da oggi saranno più felici di navigare su quelle pagine...
 

 

 
 
 

09 DICEMBRE 2013

http://www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2013/12/09/news/il_nuovo_codice_della_strada_inviate_idee-73024691/

 

 

 

 

Nel 2014 altro calo delle pattuglie di Polizia stradale: addio sicurezza? La specialità, già sotto organico, nel 2014 perderà altri 4.000 uomini. Così facendo la sicurezza stradale resterà un miraggio

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Nel 2014 altro calo delle pattuglie di Polizia stradale: addio sicurezza?

La specialità, già sotto organico, nel 2014 perderà altri 4.000 uomini. Così facendo la sicurezza stradale resterà un miraggio

 

"Negli ultimi 8 anni, a livello nazionale, l'organico della Polizia è sceso da 110.000 unità alle 95.000 di oggi. È allarme. Siamo in pochi, e sempre più anziani: l'età media è sui 45 anni". A parlare così a SicurAUTO.it è Matteo Bianchi, noto e combattivo segretario regionale ligure del Coisp (Coordinamento per l'indipendenza sindacale delle Forze di Polizia). Che prosegue: "E il futuro non dice nulla di buono. Per il 2014, in nome della spending review, è prevista l'assunzione di 1.000 unità. Mentre ne andranno in pensione 5.000. Un saldo negativo di 4.000, in una situazione che è già di emergenza". Senza parlare della legge di Stabilità, che prevede la riduzione degli straordinari della Polizia, e un ulteriore taglio ai fondi destinati alle divise dei poliziotti, "già oggi in difficoltà e costretti a comprare capi d'abbigliamento di tasca loro. La riduzione del 50% dell'attuale turnover comprometterà - dice Bianchi - l'azione e l'efficacia dei servizi sul territorio". Il tutto, questo è ovvio, anche a discapito della sicurezza stradale (oltre che della criminalità), in quanto è inevitabile che la presenza sulle strade delle pattuglie di Polizia scenda (parliamo delle arterie fuori città, attenzione, e non delle vie cittadine dove operano gli agenti della Polizia municipale, dei Carabinieri e della Polizia di Stato con i vari reparti).

IL GUAIO DEGLI ALCOLTEST - A proposito di sicurezza stradale, Bianchi evidenzia un altro aspetto preoccupante: la carenza di controlli sulle strade per la prevenzione della guida in stato d'ebbrezza. In particolare, "gli alcoltest vengono effettuati quasi solo dopo un incidente. Un'operazione utile, per carità, per multare il trasgressore ed evitare che il fatto si ripeta. Ma la prevenzione è scarsissima: sono davvero pochi i controlli con alcoltest sulle strade sui guidatori che viaggiano normalmente. Magari, si potrebbero fare verifiche mirate, su conducenti che appaiono a rischio. La Polizia ha un certo ‘fiuto' per questo. Però l'organico è scarso, e gli apparecchi per effettuare gli alcoltest sono pochissimi. Stendo un velo pietoso sui drogatest...". C'è tuttavia da dire che sul fronte dell'alcoltest rispetto a 5-6 anni fa, adesso si fanno molti più verifiche in Italia (siamo a oltre 1 milione di controlli annui, contro i meno di 100.000 di prima): questi numeri tengono conto di tutte le specilità di Polizia, Carabinieri, Finanza ecc.

TUTTO IN MANO ALLE TELECAMERE? - Viene il sospetto che lo Stato abbia deciso di delegarequasi del tutto alle telecamere i controlli ai fini della sicurezza: autovelox a tutto spiano. Occhio, perché i numeri non sono incoraggianti; nel 2001, l'Unione europea aveva fissato un obiettivo preciso per tutti i Paesi membri, ossia il dimezzamento delle vittime in 10 anni. L'Italia non ce l'ha fatta nel 2010. Ma neppure nel 2011 e, incredibilmente, neanche nel 2012: siamo a -48,5%Davvero questa è la via giusta per arrivare a ridurre drasticamente i sinistri lungo lo Stivale? E in che condizioni arriverà l'Italia fra 10 anni, visto che l'Unione europea ha già fissato un altro target, cioè un ulteriore dimezzamento dei morti? Ricordiamo che la prevenzione è davvero efficace se ci sono controlli effettivi sulle strade, con gli agenti in carne e ossa, pronti a fermare i trasgressori; e non si tratta solo di velocità eccessiva, ma pure di mancato rispetto della distanza di sicurezza, guida pericolosa, guida alterata ecc., tutte infrazioni che una telecamera non individua.

LA QUESTIONE AUTOSTRADE - A livello locale, un allarme analogo arriva dal procuratore aggiunto di Genova, Francesco Cozzi, preoccupato per la carenza della Polizia sulle strade. "Le parole del procuratore ci lasciano piacevolmente colpiti - gli fa eco Bianchi -, indice che era reale la nostra denuncia: la carenza di risorse, la perdita di contatto con il territorio da parte delle Forze dell'ordine. Da gennaio 2014, oltre all'ormai noto impiego del personale del distaccamento Polizia stradale di Chiavari in àmbito autostradale, anche le pattuglie dei distaccamenti Polizia stradale di Albenga e Alassio saranno convogliate in analogo servizio. Troviamo assurdo che a oggi si sia dovuto esporre un procuratore della Repubblica a denunciare pubblicamente una carenza di personale tra le Forze dell'ordine, proprio in merito a controlli di Codice della strada, e non lo abbia fatto il massimo esperto a livello regionale, ossia il dirigente del compartimento Polizia stradale". Bianchi chiude molto polemico, con unriferimento alla Liguria: "Ci saranno meno risorse sulla viabilità ordinaria, come scelto da Roberto Campisi, dirigente del compartimento Polizia stradale Liguria. Mi stupisce la differenza fra l'elevato numero di pattuglie della Stradale sulla rete di Autostrade per l'Italia (primo gestore italiano), e l'esiguo numero di poliziotti sul resto della rete extraurbana. Occorre riflettere. Io non voglio pensare che questa maggiore attenzione stia nel fatto che (come da convenzione stipulata dal ministero dell'Interno e dall'azienda concessionaria) Autostrade per l'Italia dà mezzi e strumenti alla Polizia per controllare la loro rete viaria, mentre chi gestisce il resto della rete extraurbana non ha la possibilità di dare un corrispettivo altrettanto forte, creando di fatto un netto squilibrio".

di E.B.

http://www.sicurauto.it/news/nel-2014-altro-calo-delle-pattuglie-di-polizia-stradale-addio-sicurezza.html

Arval, la non sicurezza stradale genera costi occulti per le aziende

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Il Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia ha presentato l’innovativo strumento di analisi dei costi occulti legati alla “non sicurezza” delle flotte aziendali. Uno strumento nuovo e del tutto inedito

 nato dalla partnership con il Centro di ricerca per il Trasporto e la Logistica (CTL) della Sapienza Università di Roma.

 La Sicurezza delle Flotte Auto: un vantaggio competitivo per le aziende. Questo il titolo del ciclo di eventi organizzati a Roma, lo scorso 20 novembre presso il Museo Maxxi, e Milano, il 3 dicembre alla Triennale, dal Corporate Vehicle Observatory, il Centro Studi di Arval Italia sulla mobilità aziendale, che ha coinvolto un’importante platea di aziende, giornalisti ed esponenti del settore automotive.

 La sicurezza dei Drivers è un tema centrale nelle ricerche del CVO, visti i forti impatti sociali che derivano dagli incidenti stradali. Nel solo 2012 si contano a livello nazionale oltre 3.600 vittime sulla strada e oltre 250.000  feriti, con un costo sociale di oltre 28,5 miliardi di euro per lo stato italiano, pari al 2% del Prodotto Interno Lordo.

L’incidentalità, quindi, oltre ad avere un costo in termini di vite umane, ha importanti conseguenze anche dal punto di vista economico: un aspetto che un’azienda non può non tenere in considerazione.  Da qui la volontà di affrontare in ottica scientifica e rigorosa il tema dei costi occulti derivanti dalla “non sicurezza stradale”, quei costi cioè che l’azienda sostiene senza che siano evidenti e chiaramente identificati in una specifica linea di costo economico.

 E’ nato così l’originale progetto di ricerca, illustrato dal Prof. Ing. Fabio Orecchini del CIRPS, il Centro Interuniversitario di Ricerca per lo Sviluppo Sostenibile della Sapienza Università di Roma, che ha permesso di quantificare in termini economici il costo generato dalla sinistrosità delle flotte aziendali, concentrandosi in particolare sui cosiddetti “costi occulti”: quell’insieme cioè di costi indiretti ed invisibili, quali ad esempio i costi della mancata produttività dei dipendenti, di cui l’azienda non ha mai avuto evidenza. “Un comparto di costi che ha un peso assolutamente rilevante – commenta Andrea Solari, Direttore del Corporate Vehicle Observatory di Arval Italia -  In ottica di Total Cost of Ownership la “non sicurezza” incide per il 17% circa sul costo complessivo di gestione della flotta. All’interno di questo 17% i costi della non sicurezza “occulti”, cioè quei costi sociali direttamente a carico dell’azienda ma non calcolati nel TCO, pesano per un 5%. Ciò significa, mediamente, che l’azienda sostiene ogni anno 460€ di costi aggiuntivi per ogni veicolo senza tuttavia averne percezione diretta. possiamo quindi far emergere e quantificare quali siano i vantaggi, anche dal punto di vista economico, di una gestione attenta e proattiva della sicurezza stradale, arrivando a concludere che la sicurezza della flotta auto rappresenti un vero e proprio vantaggio competitivo per l’azienda”.

Una volta fatti emergere questi costi occulti, è infatti possibile agire concretamente per ridurli. Le soluzioni possono essere molteplici, inserite un’ottica generale di risk management: dalla selezione di veicoli e tecnologie di sicurezza, all’adozione di soluzioni telematiche che permettono di influenzare attivamente i Drivers ad adottare stili di guida maggiormente sicuri e responsabili, senza trascurare l’importanza di una vera e propria educazione alla sicurezza.

 “Gli importanti risultati presentati – continua Solari – costituiscono solo il primo passo in direzione della costruzione di un vero e proprio tool di assessment dei costi della non sicurezza, personalizzato e adattato alla singola azienda secondo gli effettivi parametri di incidentalità sperimentati, le policy implementate e gli effettivi costi, diretti ed indiretti, sostenuti. Nella seconda fase di ricerca attiveremo quindi importanti collaborazioni con primarie aziende nazionali per calcolare i costi specifici della “non sicurezza” in contesti ad alta complessità. Dalla nostra collaborazione con il CTL della Sapienza nasceranno nuovi strumenti concreti a supporto delle aziende e dell’intero comparto della mobilità aziendale”.  

 

http://www.etribuna.com/aas/it/altre-notizie-othermenu-95/46312-arval-la-non-sicurezza-stradale-genera-costi-occulti-per-le-aziende.html