Alcuni anni fa abbiamo dato vita all'associazione AIFVS SALERNO sede di Salerno e Provincia per dare la possibilità a quanti si interessano di volontariato di offrire la propria disponibilità. Nel corso degli anni, dopo la presidenza della compianta Luog

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Alcuni anni fa abbiamo dato vita all'associazione AIFVS SALERNO sede di Salerno e Provincia per dare la possibilità a quanti si interessano di volontariato di offrire la propria disponibilità. Nel corso degli anni, dopo la presidenza della compianta Luogo Testa Annunziata l'associazione è cresciuta non solo per numero di soci, ma anche per il numero di interventi e di progetti realizzati soprattutto grazie al contributo della signora Teresa Astone responsabile e coordinatrice provinciale di Salerno dell'AIFVS già membro del direttivo nazionale.
La storia di AIFVS SALERNO si è sviluppata attraverso varie tappe e, grazie anche alla vostra collaborazione, speriamo di poter continuare a crescere.

http://www.aifvs-salerno.it/chi-siamo/storia/

 

Cidaut sviluppa un sistema per adattare la cintura di sicurezza che riduce alla metà il rischio per il feto Questo sistema di sicurezza stradale, stando a quanto dimostrato dalle prove di impatto, riduce ad un 53 per cento il rischio di danno fetale. "Emo

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Cidaut sviluppa un sistema per adattare la cintura di sicurezza che riduce alla metà il rischio per il feto
Questo sistema di sicurezza stradale, stando a quanto dimostrato dalle prove di impatto, riduce ad un 53 per cento il rischio di danno fetale.
"Emobikids", un'azienda spin-off della Cidaut, ha sviluppato un sistema di sicurezza stradale che permette l'adattamento della cintura di sicurezza all'anatomia delle donne in stato interessante e che, secondo quanto dimostrato dai crash test, riduce al 53 per cento il rischio di danneggiare il feto.
Cidaut desarrolla un sistema para adaptar al cinturón de seguridad que reduce a la mitad el riesgo fetal
Este sistema de seguridad vial, según se ha comprobado en las pruebas de impacto, reduce en un 53 por ciento el riesgo de daño fetal.
'Emobikids', una empresa spin-off de la Fundación para la Investigación y Desarrollo en Transporte y Energía (Cidaut), ha desarrollado un sistema de seguridad vial que permite adaptar el cinturón de seguridad a la anatomía de las mujeres embarazadas y que, según se ha comprobado en las pruebas de impacto, reduce en un 53 por ciento el riesgo de daño fetal.

El sistema, que fue ideado por Mónica Díez una ingeniera del centro de Cidaut en Boecillo (Valladolid) durante su primer embarazo, se comercializa desde 2012 en las tiendas especializadas en puericultura de Bayón, en El Corte Inglés y también, fuera de España, como la cadena alemana BabyWalz.

El dispositivo consiste en un chaleco que mantiene, mediante unas guías, las dos bandas del cinturón de seguridad al completo colocadas en la posición óptima para proteger tanto a la madre como al feto con la máxima eficacia en el momento del impacto.

El chaleco se ha sometido a test de seguridad que, como ha explicado la ingeniera, han demostrado una mejora "muy importante" en la seguridad del feto y de la mujer embarazada. Para la realización de estas pruebas de impacto, se ha utilizado un muñeco 'dummy' --de fisionomía humana-- altamente instrumentalizado y que simula el cuerpo de una mujer gestante.

Los resultados han apuntado que se reduce en un 53 por ciento el riesgo de daño fetal, un 57 por ciento la fuerza lineal transmitida a las vértebras lumbares de la embarazada, un 37 por ciento la aceleración de la pelvis, un 18 por ciento la aceleración del tórax y un 27 por ciento la fuerza de giro o momento transmitida a las lumbares.

Por ello, han asegurado que se trata del "cinturón de seguridad para embarazadas más seguro del mundo" y han recomendado que el dispositivo se use desde el principio hasta el final del período de gestación.

El objetivo final del proyecto desarrollado por Cidaut es reducir la mortalidad fetal y las lesiones de las embarazadas en accidentes de tráfico, pues según datos recogidos por la ingeniera --de la Fundación Mutual de Conductores o por un médico de familia de la Sociedad Catalana de Medicina Familiar y Comunitaria-- se calcula que en España los accidentes de tráfico pueden causar la interrupción de entre 200 y 700 embarazos cada año.

El chaleco 'Emobikids' se comercializa ya desde 2012 en Bayón, empresa vallisoletana especializada en puericultura, y en El Corte Inglés. En 2013 se han unido otras compañías de distribución como la cadena alemana BabyWalz.

"CARENCIAS DE SEGURIDAD" DURANTE EL EMBARAZO

La ingeniera que puso en marcha el proyecto en Cidaut ha relatado que la idea surgió cuando durante su primer embarazo observó que, al utilizar cojines para bajar la banda pélvica del cinturón de seguridad se producían "numerosas carencias de seguridad".

Además, ha apuntado que otras mujeres optan por malos usos de este dispositivo durante el embarazo, como colocar la banda diagonal por detrás de la espalda o por debajo del brazo, sentarse sobre la banda pélvica, utilizar una pinza para mantenerla holgada, o sujetar ambas tiras para mantenerlas amplias y que no aprieten el cuerpo.

Durante la fase de investigación previa al desarrollo del producto, en Cidaut se comprobó que los productos que existen en ámbito mundial para mejorar la seguridad pasiva de las embarazadas dentro del vehículo no habían sido sometidos a tests de impacto que demostraran la mejora de seguridad que podrían suponer. Además, consideran que ninguno de ellos actúa sobre la banda diagonal del dispositivo.

http://www.tribunasalamanca.com/noticias/cidaut-desarrolla-un-sistema-para-adaptar-al-cinturon-de-seguridad-que-reduce-a-la-mitad-el-riesgo-fetal/1388319999

 

Memorial Alessio Baldi al “M.Cecchi” di Limite sull’Arno. Partita amichevole in ricordo del ragazzo scomparso nel 2009 in un incidente stradale ad Empoli. Presente l’Aifvs: “Sotto i trent’anni statistiche da guerra” Perdere un figlio, si sa, è un’esperien

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Memorial Alessio Baldi al “M.Cecchi” di Limite sull’Arno. Partita amichevole in ricordo del ragazzo scomparso nel 2009 in un incidente stradale ad Empoli. Presente l’Aifvs: “Sotto i trent’anni statistiche da guerra”
Perdere un figlio, si sa, è un’esperienza terribile in grado di abbattere la vita di intere famiglie, che spesso all’improvviso, da un giorno all’altro, hanno visto scomparire la ragione di vita per cui si erano in tutti i modi per molti anni. La morte, oggi come ieri, può avvenire per malattia, tumori in primis ma anche patologie rare per le quali la ricerca scientifica ancora non è riuscita a trovare un rimedio, ma nella maggior parte dei casi i decessi avvengono a causa di terribili incidenti stradali in cui i giovani rimangono coinvolti nelle ore notturne dei weekend. Non è un luogo comune, e nemmeno c’è la volontà di perpetuare uno stereotipo senza una base certa statistica, poiché se andiamo a vedere i dati messi a disposizione dall’ Aifvs, ossia Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strads Onlus, si può notare come siano ben 5.000 le persone che ogni anno perdono la vita sulle strade della penisola, unite a più di 300.000 feriti e 20.000 invalidi gravi. Numeri da guerra, che devono far riflettere e scuotere le coscienze assopite di tutti, in particolare di quei genitori che, per paura, non riescono nemmeno a pensare che debba succedere proprio a loro. La vita frenetica di oggi, gli impegni quotidiani che monopolizzano tempo ed attenzione, fanno sì che il dolore degli altri passi spesso in secondo piano, come qualcosa di lontano che non appartiene per niente alla propria vita. L’obiettivo che l’Aifvs si pone, in questo senso, è proprio quello di sensibilizzare più persone possibili, per instillare nella coscienza comune che tutti possono contribuire al superamento delle tragedie “del sabato sera” o di qualsiasi altro giorno della settimana, proponendo misure che fungano da deterrente contro le stragi e riescano a spostare la discussione negli organi preposti, a Roma, per approvare proposte di legge a tutela dell’essere umano e della civiltà. L’Associazione onlus in questione, nacque come “Comitato” nel maggio del 1998, un quarto di secolo fa dunque, anche se ormai potremmo dire nello scorso millennio. Oltre agli obiettivi già brevemente tratteggiati, si poneva e si pone tuttora il fine di dare giustizia ai superstiti ed ai familiari delle vittime, aiutandoli a esprimersi, a parlare, a confrontarsi con chi sta subendo lo stesso atroce ed incommensurabile dolore. Negli anni, qualche provvedimento legislativo è stato portato a termine, grazie anche alla spinta dei portavoce delle vittime, ad esempio il provvedimento del dicembre del 1999 che imponeva l’obbligo del casco anche per i conducenti di ciclomotori maggiorenni e la legge delega n. 85 del marzo 2001 per la riforma del Codice della Strada che portò, poi, nell’estate del 2003, all’introduzione della patente a punti e del patentino per i minorenni alla guida dei ciclomotori.
Ieri, sabato 28 dicembre, era presente allo stadio “M.Cecchi” di Limite sull’Arno (Fi) Angela Adiletta, responsabile regionale dell’Associazione, per presenziare alla partita amichevole disputata tra gli amici di Alessio Baldi, il giovanissimo ragazzo originario di Marcignana (Empoli) morto il 21 giugno del 2009, appena ventenne, in un terribile incidente stradale avvenuto a Pagnana, alla periferia di Empoli. La decisione di disputare un incontro a Limite si spiega con i trascorsi di Alessio da giocatore con la maglia giallorossa addosso, e successivamente con quella del Calasanzio. Chi ha giocato assieme a lui, condividendo momenti di gioia, di passione, di divertimento, non vuole che il loro compagno sia dimenticato, ed hanno voluto così organizzare un revival di un periodo lontano nel tempo ma vicino nel cuore, ritrovandosi tutti assieme come circa dieci anni prima, agli ordini dell’allenatore, Fabrizio Benedetti, che aveva guidato anche Alessio nel suo processo di crescita calcistico. Prima del fischio iniziale, c’è stato il tempo per la firma da parte di tutti gli amici di Alessio di una maglia, portata dal dirigente del Limite e Capraia Franco Onorato, che è stata poi consegnata ai genitori del ragazzo. In campo, sono andate due squadre, una con la maglia rossa e l’altra con quella azzurra, ognuna con dietro il numero dieci e la scritta “Alessio”, per un tempo di gioco pari a settanta minuti. In campo c’era anche la sorella di Alessio, Beatrice, che gioca in serie A femminile, mentre l’arbitro era il sig. Roberto Menichetti, coadiuvato dagli assistenti Mannozzi e Rossi. La partita si è conclusa sul risultato di 1 a 1, grazie alle reti di Catanzaro per gli azzurri e di Grillandini per i rossi. Un pareggio voluto, sostanzialmente, che rende merito alla giornata in cui il calcio si è speso ancora una volta per questioni sociali, dimostrando di poter essere davvero qualcosa di diverso rispetto ai tanti misfatti negativi di cui si sente parlare. Al termine della gara, panettone e pandoro per tutti, accompagnati da un brindisi con lo spumante portato appositamente al campo, sotto gli occhi commossi dei genitori Patrizia e Giancarlo e di altre mamme che hanno vissuto la stessa esperienza tremenda. Molti anche i fondi raccolti a favore dell’Aifvs, tanto che la responsabile Adiletta si è sentita di ringraziare più volte. “Sono anche io una mamma orfana, visto che ho perso mio figlio di sedici anni quasi vent’anni fa, nel 1997, per un brutto incidente stradale. Cerco di sensibilizzare più persone possibili sulla tematica della sicurezza stradale, poiché tutti abbiamo da imparare che quando saliamo a bordo di un mezzo a motore non siamo su una giostra ma abbiamo precise responsabilità verso gli altri. Per i ragazzi sotto i trent’anni, le statistiche assomigliano purtroppo a cifre di guerra, e paradossalmente si muore di più per le strade cittadine che non su superstrade ed autostrade, a velocità considerate basse come 40 o 50 km/h. Io giro per le scuole, con progetti formativi per i ragazzi, e mi auguro che qualcosa in futuro possa cambiare, per far sì che mio figlio ed i tanti altri ragazzi che non ci sono più non abbiano perso la vita invano”, ha aggiunto proprio Angela Adiletta al giornalista di Dilettantitoscana presente sul posto.

http://www.dilettantitoscana.it/2013/12/memorial-alessio-baldi-al-m-cecchi-di-limite-sarno-fi-partita-amichevole-in-ricordo-del-ragazzo-scomparso-nel-2009-in-un-incidente-stradale-ad-empoli-presente-laifvs-sotto-i-trentanni/

 

AIFVS SALERNO è lieta di accogliere ogni nuovo membro che, come noi, decida di dedicarsi alla causa delle vittime della strada per la loro tutela e quella dei familiari. Se volete essere voi il prossimo nuovo socio e condividere il valore del dono nei con

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AIFVS SALERNO è lieta di accogliere ogni nuovo membro che, come noi, decida di dedicarsi alla causa delle vittime della strada per la loro tutela e quella dei familiari. Se volete essere voi il prossimo nuovo socio e condividere il valore del dono nei confronti di chi ha bisogno non esitate a contattarci! Accogliamo sempre con entusiasmo tutti coloro che desiderano aiutarci ad aiutare gli altri.
Il nostro team

Nome, posizione, contatti

Teresa Astone
Responsabile AIFVS Salerno e Provincia
Già membro direttivo nazionale AIFVS
Tel. 3495444589

http://www.aifvs-salerno.it/chi-siamo/

 

Sabato 14/122013 Milano , corso Europa / piazza San Babila Operazione Guida sicura, Mirror. Campagna di sensibilizzazione per l’uso degli specchietti retrovisori Una postazione talmente bella da togliere il fiato e noi circondati da nuovi amici che hann

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Sabato 14/122013 Milano , corso Europa / piazza San Babila
Operazione Guida sicura, Mirror.
Campagna di sensibilizzazione per l’uso degli specchietti retrovisori
Una postazione talmente bella da togliere il fiato e noi circondati da nuovi amici che hanno lavorato per la nostra Associazione.
Così voglio riassumere una giornata importante ed indimenticabile.
Abbiamo accolto moltissime persone che hanno accolto l'invito e hanno disegnato un'auto, come richiesto.
Tra di esse anche il vice sindaco di Milano , la dott.ssa Ada De Cesaris ( che ci ha autorizzati a pubblicare sul sito AIFVS le foto che la vedono impegnata nella realizzazione del suo disegno).
Come previsto in tanti hanno "dimenticato" di disegnare gli specchietti retrovisori così importanti per quelle manovre che compiamo ogni giorno in macchina, troppo spesso senza prestare attenzione a quello che stiamo facendo. La cronaca di Milano di ieri riporta purtroppo l'ennesima vittima della strada, così vicino al luogo della nostra postazione di sabato.
L' intera giornata sarà documentata in un video che, distribuito in rete, sottolineerà un messaggio tanto semplice quanto brutale: se non disegno gli specchietti non accade nulla , ma se non li uso quando guido...........
Il progetto voluto ,creato e concretizzato a cura di BCube Italia , per opera di Matteo Fabi e Andrea Bomentre , e' stato generosamente messo a disposizione dell' associazione e dela comunità .
A loro un sentito ringraziamento per il lavoro e per la sensibilità riservataci , le parole non possono esprimere le emozioni provate.
Orgogliosi di essere stati scelti ed orgogliosi di esserci stati!

http://www.vittimestrada.org/news.php?lng=it&pg=18383

 

Link Intervista
http://notizie.tiscali.it/regioni/lombardia/feeds/13/12/16/t_76_20131216_1557_video_09.html?lombardia



Daniela Burroni - AIFVS MI