Le strategie dell'Aifvs per la Giornata Mondiale in ricordo delle Vittime della Strada

on . Postato in Comunicati Stampa

MANIFESTO 70X100 AIFVS

Si celebrerà domenica 17 Novembre la Giornata Mondiale in ricordo delle Vittime della strada, una ricorrenza divenuta italiana grazie alla legge n.227 del 29 dicembre del 2017 e per la quale si sta muovendo in prima linea l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, presieduta da Alberto Pallotti.

Il giorno commemorativo proclamato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha come finalità la sensibilizzazione sul tema della sicurezza stradale per ridurre il numero degli incidenti che, restano per il momento una vera emergenza.

Il Presidente Pallotti, ha dichiarato: “Manca solo un anno al 2020, e siamo purtroppo ancora lontani dal raggiungimento degli obiettivi prefissati 10 anni fa dall’Ue sul dimezzamento di morti e feriti. Continueremo a fronteggiare il fenomeno in tutti i modi possibili per evitare che le collisioni stradali strappino altre vite e distruggano intere famiglie, condannate come noi al dolore eterno. Anche il progetto grafico realizzato per l’occasione dal nostro media strategist, l’Architetto Ester Pizzo, tende a far comprendere le drammatiche e incontrovertibili conseguenze determinate dalle distrazioni su strada. Ci auguriamo che l’asfalto non sia più tinto di rosso”.

Strage bus ungherese in A4, Alberto Pallotti (AIFVS): “Citiamo colossi, non hanno ancora sistemato strade pronte ad uccidere. Vogliamo giustizia”

on . Postato in Comunicati Stampa

stragebusVERONA. A distanza di poco più due anni dalla strage del bus ungherese in A4 (20 gennaio 2017) che portò alla morte di 17 persone tra cui undici ragazzi tra i 14 ed i 18 anni, il processo va avanti.

Si è tenuta, nella mattinata di venerdì 1° marzo 2019, l’udienza presso il Tribunale di Verona; al cospetto del giudice Luciano Gorra si è presentata, come parte civile, anche l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada, nella persona del presidente Alberto Pallotti.

L’A.I.F.V.S., in virtù del lavoro forense svolto dall’avvocato Davide Tirozzi (legale delle parti lese e dell’associazione)ha citato, in proprio ed in rappresentanza delle vittime, i soggetti delle parti civili, ovvero: la ditta “Pizolit”, proprietaria del bus; A.N.A.S.; l’U.C.I. (Ufficio Centrale Italiano); Autostrade S.p.A.; la società di assicurazioni “Groupama”.

“E’ rarissimo che i responsabili civili vengano citati nelle prime fasi – afferma Alberto Pallotti –. Ora comincerà il vero processo. Noi siamo al fianco delle vittime con l’unico intento di rendere giustizia alle famiglie. Cavalcavia e guard rail sono ancora lì, pronti ad uccidere.

Autostrade deve sistemare le strade a loro affidate, allargando, in questo caso, i cavalcavia di tutta la tratta in questione perché troppo vicini al bordo della strada, passata da due a tre corsie. In termini pratici – spiega -, il guard rail è troppo vicino ai piloni e, quando esso si deforma, non disponendo dello spazio necessario per la deformazione, va ad incontrare ostacoli fissi. Inoltre, il guard rail è sistemato nella terra, invece che nel cemento e crea ancora più pericoli per la viabilità in caso di urto con mezzi pesanti.

Siamo sempre alla ricerca della verità e confidiamo nella giustizia, nel sano lavoro della procura e del giudice. Ci sono degli aspetti della vicenda che, a nostro avviso, non sono stati ancora esplorati; in breve tempo – conclude - presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica”.

Articolo 57 Legge 29/07/2010 n. 120 - Sicurezza stradale / https://goo.gl/HLHGbL Misure alternative alla pena detentiva 1. In luogo della misura detentiva dell’arresto prevista dall’articolo 116 del decreto legislativo n. 285 del 1992 e dagli articoli 1

on . Postato in Comunicati Stampa

Articolo 57 Legge 29/07/2010 n. 120 - Sicurezza stradale / https://goo.gl/HLHGbL

 

Misure alternative alla pena detentiva

 

1. In luogo della misura detentiva dell’arresto prevista dall’articolo 116 del decreto legislativo n. 285 del 1992 e dagli articoli 186, 186-bis e 187 del decreto legislativo n. 285 del 1992, come da ultimo, rispettivamente, modificati e introdotto dall’articolo 33 della presente legge, a richiesta di parte può essere disposta la misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali di cui all’articolo 47 della legge 26 luglio 1975, n. 354, e successive modificazioni, individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della giustizia, preferibilmente tra i servizi sociali che esercitano l'attività nel settore dell’assistenza alle vittime di sinistri stradali e alle loro famiglie.

CASSAZIONE PENALE / sentenza 30237, sezione Quarta del 16-06-2017 / massima Deve ritenersi in materia di guida in stato di alterazione da assunzione di droghe che per l’accertamento del reato sia sufficiente l’analisi delle urine, laddove esso può essere

on . Postato in Comunicati Stampa

CASSAZIONE PENALE / sentenza 30237, sezione Quarta del 16-06-2017 / massima

Deve ritenersi in materia di guida in stato di alterazione da assunzione di droghe che per l’accertamento del reato sia sufficiente l’analisi delle urine, laddove esso può essere dimostrato attraverso gli accertamenti biologici in associazione ai dati sintomatici rilevati al momento del controllo, senza che sia necessario espletare un’analisi su campioni di diversi liquidi fisiologici, dovendosi ritenere priva di fondamento l’affermazione secondo la quale i protocolli prescrivono che l’analisi delle urine vada obbligatoriamente associata all’esame del sangue o a quello della saliva.

TAR LOMBARDIA - Milano / sentenza 1267, sezione Terza del 07-06-2017 / massima In tema di sanzioni amministrative per l’eccesso di velocità dei veicoli rilevati da strumenti elettronici deve ordinarsi al Comune di Milano di modificare entro un termine di

on . Postato in Comunicati Stampa

TAR LOMBARDIA - Milano / sentenza 1267, sezione Terza del 07-06-2017 / massima

In tema di sanzioni amministrative per l’eccesso di velocità dei veicoli rilevati da strumenti elettronici deve ordinarsi al Comune di Milano di modificare entro un termine di novanta giorni dalla sentenza i verbali di contestazione delle infrazioni laddove contengono la dicitura che la scadenza del termine per la notifica decorre dalla lettura della foto che ritrae il veicolo condotto dal trasgressore da parte dell’agente della polizia municipale, dovendo invece ritenersi che il verbale debba indicare o che il termine di notifica del verbale decorre dall’accertamento, come indicato dalla legge, oppure che i termini decorrono dalla commessa violazione, salva la necessità di acquisire informazioni indispensabili da altri organismi.

Siracusa / Incontro con gli studenti, sulla sicurezza stradale, promosso da Mirella ABELA, responsabile della sede locale AIFVS / Per ricordare Stefano PULVIRENTI / 26.02.2016

on . Postato in Comunicati Stampa

Siracusa / Incontro con gli studenti, sulla sicurezza stradale, promosso da Mirella ABELA, responsabile della sede locale AIFVS / Per ricordare Stefano PULVIRENTI / 26.02.2016

image

Nella foto, Mirella ABELA, responsabile AIFVS per Siracusa

Siracusa. Un incontro all’Einaudi per sensibilizzare i giovani sul tema della sicurezza stradale ricordando il giovane Stefano Pulvirenti

News Siracusa

Aumenta in modo sempre più preoccupante il numero dei giovani che muoiono o subiscono gravi danni a causa di incidenti stradali.

Come combattere questo fenomeno? Come arginarlo?

Quando gli adulti e le istituzioni si pongono questi quesiti, cercano rimedi e risposte, rapide ed efficaci, per salvare le principali vittime di questi terribili fatti: i giovani.

Spesso manca la responsabilità ed il coraggio, da parte degli adulti, di mettersi in discussione e di modificare quell’apparente equilibrio nel quale si sono assestati.

Un problema troppo importante, ma ancora troppo trascurato.

Non per Mirella Abela, responsabile dell’A.I.F.V.S. (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus)

e promotrice di un incontro, oggi, con i giovani studenti del Liceo scientifico “Einaudi”.

Un momento importante anche per ricordare Stefano Pulvirenti, il 17enne aretuseo, vittima del grave incidente stradale avvenuto lo scorso 29 ottobre 2015, in viale Paolo Orsi e deceduto, dopo tre lunghe settimane di agonia.

“Nel lavoro svolto dalla nostra associazione – spiega Mirella Abela – noto molto spesso come il giovane vede l’adulto come un portatore di rimprovero. Nell’ambito della mia esperienza ho potuto riscontrare come l’impegno del nostro supporto dato alle famiglie e verso i giovani deve essere di tipo affettivo, per riaffermare il primato della vita su tutto”.

Parlare con i giovani, confrontarsi, è questo l’intento del vice sindaco di Siracusa, Francesco Italia:

“questi momenti sono fondamentali per la nostra città, perché ci devono dare capacità di superare certi limiti per noi adulti, per noi istituzioni. Vengo qui come uno di voi, una della famiglia di Stefano, uno dei vostri compagni di classe. È necessario fare uno sforzo per trasformare la giornata di oggi in un qualcosa di utile.

Vi propongo, a voi generazione che correte veloci con la tecnologia, in questa frenesia vi propongo la sfida alla lentezza…

rallentare per un momento, incontrarci e riflettere sull’essere responsabili delle proprie azioni.

Non dobbiamo attendere momenti tragici per parlare di questi temi. Lentezza e sicurezza”.

“L’incidente che ha causato la morte di Stefano – conclude Italia – ci deve dare l’opportunità di crescere come individui, perché quando guidiamo senza cintura, o usiamo il telefono, quando ci mettiamo alla guida della macchina dopo avere bevuto, anche quando non succede niente, in quel momento siamo responsabili e colpevoli allo stesso modo in cui qualcosa accade.

Siamo tutti un esempio per gli altri, ogni singola scelta che facciamo diventa un esempio per chi ci sta accanto”.

“Sono gli adulti, oggi, ad essere messi alla prova – dichiara Antonio Capodicasa, Comandante della Polizia Stradale. – Non siete voi gli imputati, ma noi autorità, perché non abbiamo fatto abbastanza per salvare una vita.

Ogni volta che accade un incidente il pensiero va alle famiglie. la repressione fa prevenzione. Non è per la multa, interessa che quella persona possa rendersi conto che il suo cattivo comportamento possa nuocere alla salute degli altri.

Gli incontri aiutano a sensibilizzare i giovani.

Non facciamo le paternali solo ai ragazzi, i veri carnefici sono quegli adulti che con il loro comportamento negativo sono un cattivo esempio ai giovani, ai loro figli. L’obiettivo di voi giovani è farvi portavoce nei confronti degli adulti che vanno educati. Gli incidenti non sono frutto di una casualità.

C’è una vittima ma anche un carnefice, il 97% degli incidenti è confermato da un errato comportamento dell’uomo.

Bisogna agire sulla testa dell’uomo. Possiamo partecipare agli incontri, ai funerali ma continueremo a contare morti e feriti nelle strade”.

Si collega a questo pensiero anche Salvatore Correnti, Comandante della Polizia Municipale.

“La città è un luogo pericoloso per la circolazione stradale e Stefano ne ha pagato più di tutti le conseguenze.

Non è piacevole raccontare certi accadimenti a cui dobbiamo assistere, ma con il contributo di tutti potremmo ridurre il numero di questi episodi.

Ragazzi, la vita è la vostra, l’incidente succede in un attimo. Qualsiasi sia la dinamica, è importante pensare prima e capire che l’altro può non rispettare le regole”.

Nell’occasione, un momento è stato dedicato al concorso di idee, spiega la Preside del Liceo Einaudi, Teresella Celesti:

“un premio annuale, un appuntamento delle scuole superiori della città, uno spazio autentico di manifestazioni di pensiero. L’occasione è quella, attraverso una prova scritta, grafica, di esprimere un’idea”.

Ne parla anche Giordano, compagno di classe di Stefano: “abbiamo vissuto questa perdita, tutti quei giorni passati in silenzio ed a piangere, questo progetto che premia con un casco, è un premio simbolico.

Stefano seguiva le regole ed era impeccabile nella guida, vittima del destino.

Questo progetto aiuterà i ragazzi a rendersi conto dei rischi che corrono e ad immedesimarsi nelle persone che hanno perso qualcuno in un incidente, un casco può davvero cambiare le cose”.

“Una produzione di un tema o di un’opera multimediale – spiega un altro studente, Salvo – che mira alla sensibilizzazione dei giovani e degli adulti.

Perché se un adulto che si alza la mattina ed è in ritardo di due minuti, corre veloce per arrivare presto,

non è accettabile che sia un ragazzo a pagarne le conseguenze.

Se tutti ci uniamo per promuovere la sensibilità a chi è più in alto di noi,

può accadere che possa fare qualcosa per cambiare la testa degli individui e le condizioni nelle nostre strade”.

Il pensiero è sempre per ricordare il giovane Stefano, e si ritorna con il ricordo al terribile giorno dell’incidente.

Lo racconta la Dott.ssa Rosangela Fichera del Pronto Soccorso dell’Ospedale Umberto I.

“Erano le 7.30 avevo terminato il mio turno. Arriva un codice rosso, un ragazzo accompagnato dal 118 incosciente.

Ci siamo subito affrettati per soccorrerlo, cercavamo i documenti come registrarlo e contattare i familiari, era giusto che i genitori dovevano essere informati.

Ho visto un sms della madre: contattami quando arrivi a scuola, purtroppo non è mai arrivato. Spero di non poter dare più notizie del genere, non posso dire nulla per confortarli, una situazione forte e spero di viverne il meno possibile soprattutto quando si tratta di giovani”.

Presente all’incontro di oggi anche la mamma di stefano, che ha deciso di voler parlare lanciando, ancora una volta, un messaggio a tutti i giovani:

“Sono dalla parte dei ragazzi, io ero dalla parte di mio figlio. Stefano amava il mare, e aveva deciso di andare a Trieste, per studiare ingegneria navale, e adesso non lo potrà fare. Responsabile un solo e unico indagato, che non ha guardato intorno a lui e ha fatto fare un volo a un ragazzo di 16 anni. Stefano lo sapete tutti rispettava le regole, non aveva motivo di non farlo. Metteva il casco tutti i giorni, lo allacciava sempre strettissimo, sempre. Una frazione di secondo, un attimo.

Era incosciente, speravamo questo volo lo riportasse tra di noi, ma non è andata come speravamo. Io sono dalla parte vostra – prosegue – non è sempre colpa dei ragazzi che ogni mattina vanno a scuola. Non è sempre colpa vostra, ma aprite gli occhi sempre gli occhi agli incroci, ai semafori, nelle traverse, aprite gli occhi non è colpa vostra.

Perché gli incidenti possono fare male a voi e alle vostre famiglie, un dolore insopportabile. Aprite gli occhi, non siete colpevoli, non lo siete sempre. Siamo noi i troppo grandi e troppo “esperti” che pensiamo di fare tutto a dare il cattivo esempio.

Aprite gli occhi perché dovete andare a scuola, all’Università e dovete fare tante altre cose, fatelo per le vostre famiglie e per voi”.

Tragedia a Bologna, A.I.F.V.S. tuona: “Dimostrazione che di incidenti stradali si continua a morire”

on . Postato in Comunicati Stampa

ROMA. E’ una vera e propria strage quella avvenuta sull’A14 (sul raccordo di Casalecchio, a Borgo Panigale) nel pomeriggio di lunedì 6 agosto. Sarebbero 2 i morti e 55 i feriti causati da un incidente, accompagnato da un devastante boato, tra un’autocisterna ed alcune vetture. Il ponte dell’Autostrada è parzialmente crollato ed ad aggravare il bilancio sarebbero state delle esplosioni legate ad un incendio originatosi dallo scontro.

Articolo 60 Legge 29/07/2010 n. 120 - Sicurezza stradale / https://goo.gl/HLHGbL Caratteristiche degli impianti semaforici e di altri dispositivi 1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentita la Conferenza Stato-ci

on . Postato in Comunicati Stampa

Articolo 60 Legge 29/07/2010 n. 120 - Sicurezza stradale / https://goo.gl/HLHGbL

 

Caratteristiche degli impianti semaforici e di altri dispositivi

 

1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le caratteristiche per l’omologazione e per l’installazione di dispositivi finalizzati a visualizzare il tempo residuo di accensione delle luci dei nuovi impianti semaforici, di impianti impiegati per regolare la velocità e di impianti attivati dal rilevamento della velocità dei veicoli in arrivo.

 

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano decorsi sei mesi dall'adozione del decreto di cui al medesimo comma 1.

CASSAZIONE PENALE / sentenza 29759, sezione Quarta del 14-06-2017 / massima L’esclusione dell’arresto del conducente che si metta disposizione della polizia giudiziaria nelle ventiquattr’ore, previsto dall’articolo 189, comma 8 bis, Cds, non contraddice

on . Postato in Comunicati Stampa

CASSAZIONE PENALE / sentenza 29759, sezione Quarta del 14-06-2017 / massima

L’esclusione dell’arresto del conducente che si metta disposizione della polizia giudiziaria nelle ventiquattr’ore, previsto dall’articolo 189, comma 8 bis, Cds, non contraddice la sussistenza delle condizioni di quasi flagranza di cui all’articolo 382 Cpp, ma le dà per presupposte. Affinché, quindi, possa procedersi all’arresto in esito al delitto di fuga o di omissione di soccorso, devono ugualmente sussistere tutte le condizioni di flagranza o di quasi flagranza, in presenza delle quali il responsabile potrà evitare l’arresto ponendosi a disposizione della polizia giudiziaria entro le ventiquattr’ore.

CASSAZIONE PENALE / sentenza 27513, sezione Quarta Penale del 01-06-2017 / massima E' responsabile penalmente del reato di lesioni personali colpose il conducente che investe il pedone nonostante attraversi la strada fuori dalle strisce pedonali; l'utent

on . Postato in Comunicati Stampa

CASSAZIONE PENALE / sentenza 27513, sezione Quarta Penale del 01-06-2017 / massima

E' responsabile penalmente del reato di lesioni personali colpose il conducente che investe il pedone nonostante attraversi la strada fuori dalle strisce pedonali; l'utente che attraversa improvvisamente la strada costituisce un rischio «tipico» e, dunque, prevedibile, a maggior ragione se l'impatto avviene su un tratto rettilineo e in pieno giorno con buone condizioni di visibilità.

Emendamento 6. 50. Meta, Minnucci

on . Postato in Comunicati Stampa

Emendamento 6. 50. Meta, Minnucci

image

Al comma 1, alla lettera a) premettere la seguente:

0a) all’articolo 208, dopo il comma 3-bis è aggiunto il seguente:
«3-ter. Fermo restando quanto previsto dai commi da 2 a 3-bis, una quota dei proventi spettanti allo Stato di cui al comma 1, pari al 15 per cento del totale dei proventi spettanti allo Stato, come risultanti dai dati di consuntivo relativi all’anno precedente, è assegnata, in sede di bilancio di previsione per l’anno successivo:
a) al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nella misura del 25 per cento, per la realizzazione degli interventi previsti nei programmi annuali di attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale;
b) al Ministero dell’interno, nella misura del 70 per cento del totale annuo, per l’intensificazione e il potenziamento dei controlli volti a prevenire e reprimere le violazioni del codice della strada; le risorse di cui alla presente lettera sono ripartite annualmente con decreto del Ministro dell’interno, da adottare entro il 15 febbraio di ciascun anno, tra le forze di polizia di cui all’articolo 12, comma 1, lettere a), b), c) e d), proporzionalmente all’ammontare complessivo delle sanzioni relative a violazioni accertate da ciascuna delle medesime forze di polizia nell’anno precedente;
c) al Ministero dell’interno, nella misura del 5 per cento, per le spese relative all’effettuazione degli accertamenti di cui agli articoli 186, 186-bis e 187, comprese le spese sostenute da soggetti pubblici su richiesta degli organi di polizia.».

Conseguentemente, aggiungere, in fine, il seguente comma:
1-bis. I commi 2, 3 e 4 dell’articolo 40 della legge 29 luglio 2010, n. 120, sono abrogati.
6. 50. Meta, Minnucci.

http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0512&tipo=documenti_seduta