Modena, l'allarme. Le vittime della strada crescono del 50 per cento

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MODENA Si celebra ogni anno la terza domenica del mese di novembre la Giornata Internazionale per il Ricordo delle Vittime della Strada. Anche la Chiesa di Modena ha vissuto un momento significativo: mons. Erio Castellucci ha presieduto  presso la chiesa di San Faustino, la celebrazione è stata  promossa dalla sezione modenese dell’Associazione Famigliari e Vittime della Strada unitamente a coloro che partecipano all’iniziativa “ Credo la vita eterna”.

Si tratta in pratica di un percorso di condivisione con le famiglie ferite da diversi tipi di lutto, ma anche cammino di fede per dare speranza e aiuto, offerto dall’Ufficio Famiglia della Diocesi, attraverso incontri mensili per pregare, riflettere insieme sulla Parola di Dio e celebrare l’Eucarestia. (Per ulteriori informazioni vedere www.familiamo.it ).

 
Occorre rinnovare sensibilità e attenzione perché i dati ISTAT per l’anno 2017 non sono affatto positivi . Gli incidenti stradali con lesioni alle persone sono stati 174.933 con un troppo lieve calo rispetto al 2016.

Gli incidenti hanno provocato 3378 morti ( + 2,9%) e ben 246.750 feriti . L’Italia vede così addirittura un marcato aumento dei decessi, in controtendenza rispetto agli obbiettivi della Comunità Europea che si propongono di dimezzare il numero dei morti entro il 2020 rispetto al 2010 .

Tutto ciò per il nostro Paese ha un costo sociale per il 2017 pari a 19,3 miliardi di euro.

Ancora numerosi gli incidenti che insanguinano le strade delle nostre città, ancora tante le vittime nel nostro Paese, ancora tante le famiglie che vedono spezzarsi improvvisamente vite preziose, a cui vanno aggiunti migliaia e migliaia di feriti e numerosi invalidi gravi, tra cui tanti giovani.

Nel territorio provinciale modenese, purtroppo, nel 2017, è aumentato il numero di morti, riportandoci indietro fino ai livelli del 2010.

Sono infatti 57, ovvero il 54 % in più rispetto al 2016 e 3864 feriti (lievemente calati del 1,6 %) in poco più di 2800 sinistri.

Incidenti che hanno un impatto particolare sulle fasce deboli degli utenti della strada: 12 pedoni e 3 ciclisti morti, con un sensibile aumento anche dei feriti in queste due categorie. La prima causa degli incidenti nella nostra regione è ormai la distrazione , originata spesso dall’uso del cellulare: scrivere sms può uccidere. Troviamo subito dopo la velocità, mentre nelle aree urbane sono rilevanti anche il mancato rispetto della segnaletica e le collisioni con l’utenza debole costituita da pedoni e ciclisti. Sono concause l’abuso di alcool e l’uso di droghe. E il Parlamento nel 2016 ha approvato la legge 41 che impone pene più severe per i casi più gravi come l’omicidio stradale. —