CORTE DI CASSAZIONE / sentenza 832, sezione Quarta Penale del 11-01-2018 Dopo la legge 103 del 2017, la pena al conducente che provoca un sinistro stradale perché si è messo al volante sotto l'effetto di stupefacenti e che ha scelto il rito abbreviato è

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CORTE DI CASSAZIONE / sentenza 832, sezione Quarta Penale del 11-01-2018

Dopo la legge 103 del 2017, la pena al conducente che provoca un sinistro stradale perché si è messo al volante sotto l'effetto di stupefacenti e che ha scelto il rito abbreviato è diminuita della metà anziché di un terzo. È retroattivo l'articolo 442, comma 2, Cpp., come novellato dalla legge citata e comporta, in caso di condanna, un trattamento sostanziale sanzionatorio più favorevole e si applica anche alle fattispecie anteriori a meno che non sia stata pronunciata una sentenza irrevocabile.

CASSAZIONE CIVILE / ordinanza 22801, sezione Terza del 29-09-2017 La funzione della predisposizione della barriera laterale è quella di diminuire la  pericolosità del tratto stradale ove essa è collocata: questa funzione si esplica delimitandone prima di

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CASSAZIONE CIVILE / ordinanza 22801, sezione Terza del 29-09-2017

La funzione della predisposizione della barriera laterale è quella di diminuire la  pericolosità del tratto stradale ove essa è collocata: questa funzione si esplica delimitandone prima di tutto visivamente il bordo, offrendo una resistenza all'eventuale impatto dei veicoli ed offrendo anche una protezione ai corpi dei malcapitati utenti della strada che, siano essi pedoni, ciclisti, motociclisti o automobilisti, si trovino per i più svariati accadimenti ad essere proiettati verso un bordo strada al di là del quale c'è il vuoto o una scarpata, proteggendoli dalle più gravi conseguenze di una caduta. Quindi, in generale nella funzione  protettiva delle barriere laterali è compresa anche quella di diminuire il rischio che un corpo umano possa venire sbalzato nel vuoto. A ciò si aggiunga che l'ente territoriale che predispone una barriera laterale, allo scopo di diminuire la pericolosità di quel tratto di strada, è poi tenuto alla sua manutenzione sia perché essa possa continuare ad assolvere efficacemente alla sua funzione, alla quale altrimenti verrebbe meno se a causa degli urti o dell'incuria fosse interrotto o scivolasse ad una altezza insufficiente a contenere efficacemente un eventuale impatto, sia perché essa non diventi, in sé, un elemento potenzialmente pericoloso per gli utenti della strada, ove sia interrotta o esposta dal lato tagliente. L'impatto o anche il contatto della barriera laterale con il corpo delle persone non è infatti circostanza assolutamente imprevedibile, ma anzi è una circostanza del tutto prevedibile ed i cui effetti la barriera ha proprio la funzione di contenere. L'amministrazione che, pur avendo collocato una barriera laterale di contenimento non curi di verificare che la stessa, per il passaggio del tempo o per l'azione degli agenti naturali o anche per l'impatto con veicoli, non abbia assunto una conformazione o non presenti delle asperità tali da costituire un pericolo per gli utenti della strada, ed ometta di intervenire con adeguati interventi manutentivi al fine di ripristinarne le condizioni di sicurezza, viola non solo le norme specifiche che le impongono di collocare barriere stradali volte al contenimento dei veicoli che rispettino determinati standard di sicurezza.

Cass. 11946/2013 - Insidia stradale: nesso di causalità. L'insidia stradale non è un concetto giuridico, ma un mero stato di fatto che, per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità, integra una situazione di pericolo occulto.

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Cass. 11946/2013 - Insidia stradale: nesso di causalità. L'insidia stradale non è un concetto giuridico, ma un mero stato di fatto che, per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità, integra una situazione di pericolo occulto. Tale situazione, pur assumendo grande importanza probatoria in quanto può essere considerata dal giudice idonea a integrare una presunzione di sussistenza del nesso eziologico con il sinistro e della colpa del soggetto tenuto a vigilare sulla sicurezza del luogo, non esime il giudice dall'accertare in concreto la sussistenza di tutti gli elementi previsti dall'art. 2043 c.c.. Pertanto, la concreta possibilità per l'utente danneggiato di percepire o prevedere con l'ordinaria diligenza l'anomalia, vale ad escludere la configurabilità dell'insidia e della conseguente responsabilità della P.A. per difetto di manutenzione della strada pubblica. Sulla base di tale principio la Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha ritenuto che il danno subito dal ciclista (ruota incastrata in una grata) - tenuto conto che l'incidente si è verificato nel mese di agosto, di mattina e quindi in condizioni di luce molto favorevoli - sia imputabile al comportamento colposo dello stesso che, con l'ordinaria diligenza, avrebbe potuto evitare l'incidente o quantomeno rendere meno dannoso l'impatto (Cass. III sez. Civile, sentenza 16.05.2013, n.11946).

http://www.avvocatiottaviano.it/home/index.php?option=com_content&view=article&id=1228&Itemid=101

 

Sentenza per l'uccisione di Giovanni Rampinelli

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Con riferimento al procedimento penale per l'uccisione di Giovanni Rampinelli, conclusosi lo scorso 9 dicembre 2009, verbale d'udienza, nonché copia integrale della sentenza inviatoci dall'avv. Francesco Fiocchi, legale convenzionato AIFVS per la provincia di Pavia.
Carlo Riefoli, 43 anni, di Vigevano, già colpevole in passato per l'investimento e l'uccisione di un pedone, è stato condannato oggi, dal Giudice Maria Carla Rossi del Tribunale Penale di Vigevano, Sezione distaccata di Abbiategrasso, alla pena giusta e significativa richiesta dall'AIFVS, insieme ai parenti superstiti di Giovanni Rampinelli, ciclista travolto e abbandonato a morire sul ciglio della strada il 23 agosto 2005.
Nel decidere, il Giudice - dimostrandosi sensibile alle istanze delle parti civili costituite e al generale bisogno di maggiore severità nei confronti dei "pirati" recidivi – ha ritenuto di andare addirittura oltre la richiesta di 3 anni e 9 mesi, formulata in udienza dal Pm Rosa Muscio.

Sentenza

Il processo per la morte di Angelo Nasti

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Per chi leggera' questa sentenza voglio ancora sottolineare che oggi il 15/03/2009 ancora non si e' fatta nessuna udienza civile, siamo ancora cosi' perche' per non fare un'altro calvario per un altro processo ,e' soprattutto per non subire danni psicologici ancora come nel processo penale io e la mia famiglia ,insieme agli avvocati abbiamo deciso una conciliazione con la controparte, ma loro come al solito hanno tentato di specularci sopra , ci hanno fatto aspettare mesi prima di prendere una decisione con una loro richiesta di risarcimento di (350,000,00 ) trecentocinquantamilaeuro ,non e' giusto valutare una vita di un ragazzo di 22 anni perdere la vita per colpa di un incosciente Cosi' adesso ci tocca fare un'altro calvario ,questo e' vergognoso approffittare del nostro dolore.
Questa assicurazione e la Sai Fondiaria anche mio figlio Angelo era assicurato con la fondiaria assicurazioni loro l'imputato lo hanno difeso vedete se hanno difeso mio figlio sanno bene guadarsi i loro interessi.
Io sono un ago in un pagliaio ho il modo di gridare il mi tormendo attraverso la rete ma pensate un po quante migliaia famiglie sono nelle nostre condizioni e nessuno sa niente perche si chiudono nel dolore e sono la merce' di Tribunali avvocati e' assicurazioni.

Voglio ringraziare l'associazione vittime della strada e tutti i loro iscritti che mi hanno aiutato molto ad andare avanti, e con un grande dolore sono molto deluso verso le istituzioni che non si interessano affatto di noi familiari vittime della strada,tutti questi processi si potrebbero concludere in tre mesi ma il sistema giudiziario ti finisce di ammazare, spero il signore che mi da la forza di combattere questa battaglia nonostante che non ho piu' voglia di vivere.
L'incidente di Angelo evidente che lui non ha nessuna omissione di colpa e aveva diritto a finire subito sono passati 7 anni di penale ,mi tormento molto quando i casi sono piu complessi quanti anni ci mette la giustizia secoli?

Antonio Nasti

Sentenza

Una nuova stagione per la giustizia

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AIFVS: grazie, Giudice Guido Salvini

Una nuova stagione per la giustizia

23/12/2008
La sentenza che Lei ha voluto inviarci e che pubblichiamo sul sito ci conforta doppiamente, sia per averci riconosciuto interlocutori credibili nella battaglia per una giustizia più giusta che non offenda le vittime ed i familiari, e sia per il contenuto, che nell'evidenziare, con chiarezza e coerenza, la gravità del comportamento del reo non meritevole di attenuanti generiche, considera colpa grave il "difetto di percezione sociale" come assoluta noncuranza degli altri utenti della strada, e tiene finalmente conto del massimo edittale per applicare una pena congrua: una novità nell'amministrazione della giustizia, visto che, tranne qualche caso solo ultimamente, i giudici hanno sempre preferito partire dal minimo nell'irrogazione della pena, con ciò stabilendo a priori che minimo è il danno (uccidere un genitore o un figlio è veramente un danno minimo?) minima è la colpa (trasgredire le norme ed uccidere è veramente una colpa lieve?) ed accettabile è il comportamento del reo, nonostante molto spesso i suoi palesi imbrogli per scaricarsi di ogni responsabilità, e in ciò sostenuti da avvocati che meriterebbero altro nome.
Ci auguriamo di non dover più ascoltare sentenze che umiliano ed offendono le vittime, con riti premiali e con pene minime e sospese, e di veder crescere sempre di più e presto, anche con il Suo esempio, il numero di magistrati che intraprendono la strada del cambiamento, per porre fine alla sottovalutazione del reato e del danno, e così contribuire a fermare la strage stradale e a dare giustizia alle vittime.
Sicura che il Suo impegno produrrà frutti di prevenzione e di giustizia per le vittime, porgo anche a nome degli associati distinti saluti ed auguri per le prossime festività.

Sentenza

CASSAZIONE / ordinanza 22811, sezione Terza Civile del 29-09-2017 Per l’incidente stradale non opera il concorso di colpa e il risarcimento resta interamente a carico dell’automobilista che ha investito l’altro qualora non ci siano rilievi sufficienti per

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CASSAZIONE / ordinanza 22811, sezione Terza Civile del 29-09-2017

Per l’incidente stradale non opera il concorso di colpa e il risarcimento resta interamente a carico dell’automobilista che ha investito l’altro qualora non ci siano rilievi sufficienti per accertare violazioni da parte del danneggiato. Si applicheranno dunque i criteri dell’articolo 2043 del codice civile e non del 2054.

Sentenza di rilevante interesse nazionale del 30/04/2013

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Il caso riguarda un nostro associato, Piazza Gaetano, di Mantova, vittima di un grave incidente stradale, in coma dal 2008.
È  stato seguito con successo dal nostro legale Giuseppe Incardona, di Palermo.
Si riporta la sentenza per essere di aiuto in casi analoghi.

 

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni

Sentenza

Comunicazione dell’avv. Incardona

Carissimi
data la rilevanza della notizia, invero di interesse nazionale, mi permetto di attenzionarvi  sinteticamente, un mio successo professionale in favore di un nostro associato Piazza Gaetano, di Mantova, vittima di un grave incidente stradale ed in coma dal 2008.

Credo che la sentenza, pur riguardando le staminali, rappresenti un forte puno di interesse anche per i nostri  associati che chiedono, invano, di essere sottoposti a tali cure sicchè proporrei di pubblicare nel nostro sito il testo integrale della sentenza, ad uso delle vittime, familiari di vittime, associati e ns avvocati che vorranno utilizzarne la motivazione per ottenere il medesimo risultato.

Sintenticamente, spiego meglio:  vicenda delle cellule staminali e sul contrasto in essere tra il Ministero della Salute e Stamina Foundation che coadiuvava l'Ospedale di Brescia nel praticare le cure ai pazienti.
L'AIFA ( associazione Nazioanale sul Farmaco) aveva posto il veto impedendo agli ospedali di trattare ( sostanzialmente) con Stamina spingendo il Ministero a discriminare chi aveva già iniziato la cura da chi doveva ancora iniziarla nonché operando un distinguo in base all'età. 
 
 Il nostro associato,  adulto,  vive a Mantova dove lavorava come cuoco proprio l'Ospedale locale; a causa di un incidente auto, nel 2008 entrava in coma lasciando 3 bambini; da allora viene accudito in casa dalla moglie ed è in stato di semicoscienza.
 
- Occupandomi di vittimologia complessa, proprongo un ricorso ex art. 700 cpc che significa in 7 giorni circa, causa e sentenza.
- La sentenza è allegata è rilevante sull'intero territorio nazionale poiché costituisce l'unico precedente in cui un giudice disapplica un divieto imposto dal'AIFA ( case farmaceutiche)  ad un Ospedale ( Brescia) di lavorare con Stamina Foundation.autorizzando in via d'urgenza ( art. 700 c.p.c.) le cure con Stamina presso Ospedale di Brescia.

Sentenza Lucidi

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Speciale sentenza inedita del processo Lucidi di condanna per dolo eventuale del giudice Marina Finiti di Roma con nota di commento dell'avv. Danilo Riponti.

Nel processo contro Stefano Lucidi per la morte dei due giovani Alessio Giuliani e Flaminia Giordani a sostegno di solidarieta dei genitori superstiti da parte di tutti i soci la AIFVS si e' costituita parte civile con la difesa dell'avv. Gianmarco Cesari e con l'ausilio tecnico del perito dott.Massimo Martano.

Stefano Lucidi difeso nel processo di primo grado dall'avv. Basilio Fiore e per l'appello dall'avv. Franco Coppi ha proposto impugnazione avverso la sentenza di condanna ritenendo la pena eccessiva e contestando la ricostruzione della dinamica dell'incidente stradale deducendo di non aver attraversato il semaforo con il rosso ma con l'arancione che stava per diventare o appena era diventato rosso con la convinzione di poter passare indenne l'incrocio e sollevando l'ipotesi che lo scooter condotto dai due fidanzati sarebbe partito anticipando il semaforo verde (n.b. l'incrocio di viale regina margherita - via Nomentana e' un incrocio ad altissima densita' di transito dei veicoli di Roma , dopo le tragedie mortali di cui e' stato protagonista nel 2008 e' presidiato dalla polizia municipale 24h/24h).

Sentenza

La tragedia della fam. Mantovani

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Una sentenza che delegittima la giustizia, diffonde il messaggio che si può delinquere impunemente ed offende le vittime
Le vittime ed i familiari sono indignati ed offesi da sentenze come questa, perchè nel nome del popolo italiano di cui fanno parte vengono sottovalutati il reato, il danno ed il comportamento dell'imputato e tradite le esigenze sociali di giustizia.
Le vittime si chiedono se la superficialità nell'applicazione delle norme e nella valutazione dei fatti umani sia frutto di scarsa preparazione culturale e professionale dei magistrati o del loro delirio di onnipotenza per l'esercizio di un potere che sa di restare impunito.
Questa sentenza potrebbe essere pronunziata non in nome del popolo italiano, ma In nome della superficialità e della discriminazione e per dare alla società il chiaro segnale che si può delinquere impunemente.
Il giudice pensa veramente che una pena ridotta e mai espiata sia rieducativa? Piuttosto i giudici che minimizzano il reato non fanno sentire all'imputato la grave responsabilità del fatto commesso e quindi lo confermano nella volontà di poter compiere ulteriori trasgressioni, tanto gli assicurano che "l'entità delle conseguenze prescinde dalla sua condotta"! (pazzesco!)

Sentenza

SENTENZA 01.07.2002 n. 9556

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La AIFVS assieme ad altalex promuove il primo in assoluto convegno nazionale sulle sentenze gemelle delle sezioni unite 2008 sul risarcimento del danno non patrimoniale con pregiudizi esistenziali anche definito danno esistenziale.
Il risarcimento del danno esistenziale, biologico, morale e tanatologico oggetto del precedente convegno nazionale del 17giugno scorso promosso dalla Aifvs sui quesiti posti alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione è stato apparentemente rivoluzionato da quattro sentenze gemelle delle sezioni unite della Corte di Cassazione che fanno confluire le quattro voci di danno in un unica categoria generica di danno non patrimoniale cercando di oscurare la definizione danno esistenziale e di danno morale ormai entrata a far parte della giustizia e della societa' civile italiana.
Le vittime intendono ribadire il proprio diritto ad un risarcimento che non svilisca la persona considerandola solo dal punto di vista medico legale e psichiatrico ma anche psicologico: occorre un sistema risarcitorio che garantisca all'essere umano risarcimenti effettivamente "integrali"; occorre la sinergia interdisciplinare della psicologia forense e della medicina legale e sociale per orientare scientificamente e tecnicamente l'equità delle liquidazioni e delle quantificazioni dei risarcimenti; occorre che le determinazioni e i parametri risarcitori stabilite dalle leggi siano anche frutto delle indicazioni espresse dagli organismi scientifici in collaborazione con le associazioni rappresentative delle vittime che, sopportando l'offesa e il danno, possono dimostrarne il peso e la gravità a chi è deputato ad accertarlo e quantificarlo.

Il convegno si pone l'obiettivo di far esprimere agli organismi rappresentativi scientifici ed ai giuristi i propri attuali punti di vista sulle sentenze per dare orientamenti e linee guida per il risarcimento del danno derivante della compromissione della personalità umana e delle attività umane ordinarie, intese come aspetti dinamico relazionali comuni e non comuni a tutti, per metterli a disposizione dei Giudici e del Legislatore individuando le tecniche più adeguate al fine di tradurre in denaro le conseguenze pregiudizievoli del danno per una effettiva e migliore tutela dei diritti umaniinviolabili garantiti sia dalla costituzione italiana che dalla costituzione europea.

Sentenza

Definitivo

Programma