VERONA. “La posizione presa dall’Associazione Lorenzo Guarnieri Onlus nei confronti dell’Automobile Club d'Italia ci trova pienamente d’accordo. Non è possibile che un ente avente come scopo ultimo la tutela degli automobilisti, destini solo il 2% dei propri profitti in azioni per la sicurezza stradale finalizzati tutela degli stessi”. A parlare è il presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Alberto Pallotti, che si è pronunciato riguardo al contenuto pubblicato sul sito dell’ASAPS in data 22 dicembre (visibile al link https://www.asaps.it/downloads/files/pag_8-cent-234.pdf e ripreso, successivamente, da Stefano Guarnieri, padre di una vittima della strada, direttamente sul suo profilo Facebook).

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ROMA. Condanna a 8 anni di reclusione. E’ quanto dovrà scontare in carcere Pietro Genovese per l’omicidio stradale plurimo di Gaia Von Freyemann e Camilla Romagnoli avvenuto nel dicembre del 2019 in corso Francia, a Roma. A pronunciare la sentenza è stato il GUP Gaspare Sturzo, nel corso dell’ultima udienza tenutasi presso il tribunale di Roma nella giornata di sabato 19 dicembre 2020.

 

L’INCIDENTE - Era la notte tra il 21 ed il 22 dicembre del 2019 quando il 21enne Pietro Genovese investì ed uccise sul colpo, in corso Francia a Roma, Gaia Von Freyemann e Camilla Romagnoli. Il giovane procedeva ad una velocità di 90 km/h e presentava, nel sangue, un tasso alcolemico pari 1.4. Durante il rito abbreviato, il PM Roberto Felici ha richiesto la condanna a 5 anni di reclusione per “omicidio stradale plurimo” e l’azzeramento dei punti sulla patente per Genovese, già noto alle forze dell’ordine per aver infranto, in diverse occasioni, il Codice della Strada. “Non ho visto le ragazze, ricordo di essere partito col semaforo verde. Non volevo uccidere nessuno e non volevo scappare”, disse il 21enne in assise pubblica. Lo scorso ottobre hanno relazionato il primo difensore , avv. Gianluca Tognozzi, il secondo, Avv. Franco Coppi, sostenendo un presunto “concorso di colpa” per le vittime, che avrebbero attraversato la strada, di notte, con la pioggia ed evitando le striscia. L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, rappresentata legalmente dall’avvocato Walter Rapattoni, ha sostenuto, per tutto il processo, la totale colpevolezza di Genovese, essendosi messo messo alla guida sotto effetto di alcolici e di droghe. L'associazione ha, altresì, sottolineato l'utilizzo, da parte dell'imputato, del cellulare mentre era al volante.

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VERONA. “Giustizia per le vittime ungheresi”. E’ il grido del presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Alberto Pallotti, a margine dell’udienza, tenutasi nella mattinata di martedì 15 dicembre, del processo per la strage del bus ungherese. La prossima data è fissata al 27 gennaio 2021 con termine per deposito memoria al 18 gennaio.

 

L’INCIDENTE - Sono trascorsi quasi quattro anni da quel maledetto 20 gennaio 2017. A bordo del mezzo di trasporto, di ritorno da una settimana bianca in Francia, c’erano studenti e professori di un liceo ungherese. La tragedia si consumò nella notte con lo schianto contro un pilone del cavalcavia dell’autostrada A4 a Verona Est, all’altezza del comune di San Martino Buon Albergo. Persero la vita 17 persone, tra le quali 11 giovanissimi di età compresa tra i 15 e i 17 anni. Nell’udienza preliminare, tenutasi il 19 giugno del 2020, il Gup, Luciano Gorra, condannò a 12 anni di reclusione l’autista Janos Varga, colpevole di essersi addormentato alla guida e di aver taciuto una grava malattia legata ed apnee notturne. Furono rinviati a giudizio (con udienza proprio al 15 dicembre) altre cinque persone accusate di omicidio stradale, ovvero Alberto Brentegani (responsabile del tratto di autostrada A4 Brescia-Padova), Luigi Da Rios (capo dell’ufficio tecnico e progettista dei lavori di sistemazione dello spartitraffico centrale e delle barriere, risalenti al 1992), Michele De Giesi, Maria Pia Guli ed Enzo Samarelli.

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ROMA. Nel pomeriggio di lunedì 14 dicembre, si è tenuta l’audizione informale (in videoconferenza) dell’Associazione Italiana familiari e Vittime della Strada Onlus da parte della “IX commissione dei trasporti, poste e telecomunicazioni”, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti “modifiche al codice della strada”.

 

Ad intervenire, al cospetto del vice presidente della commissione, l’onorevole Paolo Ficara, il presidente dell’A.I.F.V.S. Onlus, Alberto Pallotti, che ha sottolineato come “seppur siano innegabili gli sforzi governativi, sfociati nell’adeguamento del codice penale con la fattispecie dell’omicidio stradale, sulle nostre strade si continua a morire. La strage non accenna a fermarsi”. La riflessione del veronese scaturisce da una serie di molteplici ragioni che si conducono a “mancanze di utenti e di gestori, di certezza della pena e di rieducazione completa del colpevole”.

 

“Il codice della strada  - sottolinea Pallotti - è obsoleto; la nostra speranza è che il nuovo governo voglia procedere per colmare questa evidente lacuna. Prendiamo atto che il progetto ‘Icaro’, operativo da ormai 19 anni, ha ottenuto importanti risultati in quanto ad informazione e partecipazione nelle scuole secondarie. Tuttavia, dobbiamo purtroppo constatare che, tra i soggetti coinvolti, le vittime della strada risultano escluse, se non nelle varie realtà locali. Tale carenza è lo specchio dell’assenza delle vittime e delle associazioni nazionali in tutte le decisioni che vengono prese centralmente dalle istituzioni. Le associazioni, in alcuni casi, non ricoprono alcun tipo di ruolo. Senza la partecipazione di chi ci è già passato, non è possibile comprendere a pieno la strage stradale.  Non comprendere significa non riuscire a combattere il fenomeno. Non inserire le associazioni significa non dare loro la possibilità di rafforzarsi, come avviene per altre tematiche, che vanno dagli infortuni sul lavoro, al lavoro e ad ogni categoria di lavoratori con i sindacati. Nelle principali problematiche che attanagliano l’Italia, le associazioni hanno occupato un ruolo di primo piano sia nella fase di redazione legge, che nel processo legislativo e governativo. Ciò non è quasi mai avvenuto con le vittime della strada. Si sono visti dei primi passi con la legge dell’omicidio stradale ed ora con queste audizioni e con il nuovo codice della strada. Le vittime vanno coinvolte perché possano fungere da fattore aggiuntivo decisivo ed utile. Serve l’inserimento delle associazioni di categoria negli enti che vigilano, sulle autostrade, sulle strade e negli enti di vigilanza sulle assicurazioni per i risarcimenti. E’ un passo fondamentale che mi sento di proporre oggi al nuovo parlamento, che ha davanti a sé ancora 3 anni di governo”.

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PESCARA. Momento di grande soddisfazione per l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada (Onlus), presieduta da Alberto Pallotti e rappresentata legalmente dall’Avv. Walter Rapattoni. L’ A.I.F.V.S. è stata ammessa come parte civile al processo dell’imputato Jonathan Di Domizio, tenutosi questa mattina, alle ore 9.45.

 

LA VICENDA. Di Domizio, nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 2019, alle ore 23.40, al volante dell’autocarro Fiat Ducato, a 60/80 kmh e in direzione Catignano-Civitaquana, investì Diallo Mamadou Thiana che camminava sul margine destro della strada. A carico dell’imputato c’è anche la violazione delle regole imposte dal codice stradale, poiché vi risultava al cellulare nell’ora in cui si venne a verificare all’accaduto. Nonostante il conducente avesse spazio e, non solo, ma anche tempo a disposizione per evitare l’impatto, ha urtato la parte sinistra posteriore del pedone, scaraventandolo, per via dell’urto, tra gli arbusti ivi presenti a una distanza tra 15-30 metri dal punto in cui c’era stato il sinistro. A causa delle diverse e gravi lesioni, tra cui  shock traumatico ad elevata componente emorragica, la vittima fu trovata solo il giorno successivo, alle ore 15.30 circa, incastrato tra i rami e privo di vita. Inoltre, grazie all’attività investigativa dei carabinieri e delle forze dell’ordine si è potuto rilevare che il Di Domizio passò per ben due volte, per poi darsi alla fuga, sul posto dell’incidente senza soffermarsi a prestare soccorso alla vittima, nonostante sul luogo erano ben visibili il borsello del Diallo, lo specchietto retrovisivo dell’autocarro e diversi frantumi.

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ROMA. Domenica 15 novembre 2020 ricorre la “Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada” (WDR). Una data entrata ufficialmente nella storia italiana il 29 dicembre del 2017, con la legge n.227  https://www.facebook.com/giustiziaperluigi/posts/2438181739821356  

 

Come ogni anno, ad impegnarsi in prima linea è l’A.I.F.V.S. Onlus (Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus), i cui componenti non potranno scendere in piazza a causa delle restrizioni dovute al COVID-19. Saranno, pertanto, i social il mezzo per ricordare chi non c’è più. “L’a nostra associazione, in questo momento di grande tragedie mondiali legate ad un virus, non può non sottolineare che si continua a morire per incidenti stradale - afferma il presidente Alberto Pallotti -. Un problema purtroppo poco evidente e troppo sottovalutato. Ogni anno sulle strade italiane muoiono migliaia di persone per l’incoscienza di soggetti che fanno uso di sostanze stupefacenti e si distraggono alla guida. Nei numerosi processi su piano nazionale in cui siamo presenti, come parte civile e non, sosteniamo le famiglie condannate all’ergastolo del dolore e combattiamo al loro fianco nel nome della giustizia. Quest’anno, a causa del DPCM che vieta manifestazioni in piazza e, dunque, assembramenti, siamo costretti a ricordare i nostri cari sui social in ogni modo possibile. Speriamo di poter tornare presto in piazza a sensibilizzare le persone”.

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ROMA. Cinque anni di reclusione. E’ quanto rischia Pietro Genovese a causa della richiesta del Pm davanti al Gup Gaspare Sturzo (originariamente di 7 anni e 6 mesi, poi ridotta di un terzo per rito abbreviato). Il giovane, figlio del noto regista Paolo Genovese, stava viaggiando a 90km/h quando investì ed uccise sul colpo Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli, nella notte del 22 dicembre del 2019, sul lungo corso Francia, a Roma. Il conducente sta affrontando il rito abbreviato che prevede altre tre udienze: 16 ottobre (le restanti parti civili), 23 ottobre (arringhe dei difensori dell’imputato) e 30 ottobre (controrepliche e sentenza definitiva).

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AVELLINO. Nella mattinata di venerdì 10 luglio, è stata emessa, presso il Tribunale di Avellino, la sentenza del processo per la morte di Valerio Castiello.

Il terribile incidente ebbe luogo sulla variante di Cervinara nella serata del 7 aprile del 2015. Il conducente della vettura, Fabrizio Boffa, era accusato di omicidio colposo per circolazione stradale in stato di ebbrezza e sotto effetto di sostanze stupefacenti. Successivamente, era arrivata la richiesta di patteggiamento della difesa, scongiurata, con forti proteste fuori al tribunale, dall’impegno dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, al cui sostegno si era posta anche l’associazione “Mamme Coraggio” presieduta da Elena Ronzullo. La sentenza condanna il Boffa a scontare la pena di anni due e mesi nove di reclusione a fronte dei 3 anni e 6 mesi richiesti dal PM.

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NAPOLI. “Vogliamo sapere quale inter intende seguire la Regione Campania per contrastare la mattanza che si sta registrando sulle strade campane. Troppi morti nell’ultima settimana, è ritorno alle cifre pre-Covid”. Il grido di disperazione è quello del responsabile della sede di Aversa ed agroaversano dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Biagio Ciaramella, in riferimento alle numerosissime morti giovani registratesi sul territorio campano in un arco di tempo davvero breve.

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GENOVA. “A due anni di distanza dalla tragedia, il Ponte Morandi di Genova torna nelle mani di Autostrade per l’Italia S.P.A., società controllata dai Benetton, senza che nemmeno il processo abbia avuto inizio. Siamo di fronte all’ennesima vergogna della storia italiana”. E’ dura la reazione del presidente dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, Alberto Pallotti, alla decisione, presa dalla ministra (Partito Democratico) dei trasporti, Paola De Micheli, di affidare la gestione del ponte ad Autostrade per l’Italia.

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Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus

Aifvs Onlus Sede Legale in Via: Stazione 5 Castelnuovo del Garda Verona

Codice Fiscale: 97184320584

Presidente: Alberto Pallotti

Numero Cellulare: 3921881975

Iban: IT90D0335901600100000077041

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venerdì 15 gennaio, alle ore 21:30, si terrà la 15a puntata
Chiunque vuole vedere la diretta del venerdì 15 gennaio, alle ore 21:30, si terrà la 15a puntata del programma “Uccisi sulle Strade, noi famiglie condannate all’ergastolo del dolore”. in cui parleranno familiari e associazioni vittime della strada, e il lavoro sociale che svolgono sul territorio, per l’occasione saranno. ospiti: Alberto
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